«Ora tempi certi per la scuola»

30 Gennaio 2017

Sulmona, Forza Italia al sindaco: «Bisogna accelerare i lavori per la riapertura»

SULMONA. Il De Nino-Morandi torna nell’agenda politica sulmonese. A spingere il piede sull’acceleratore in queste ore è il capogruppo di Forza Italia, Elisabetta Bianchi, che ha presentato un’interpellanza sull’argomento. «Ho presentato un’interpellanza al sindaco per verificare quali iniziative intende intraprendere per il De Nino-Morandi, considerando che il mandato amministrativo del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis sta per scadere», spiega la Bianchi, «abbiamo bisogno di un cronoprogramma certo per riportare la scuola a Sulmona». L’interpellanza sarà discussa nel consiglio di domani alle 10. Sono ormai passati due anni dal sequestro dell’edificio scolastico che ospitava l’istituto De Nino-Morandi e i segni dell’incuria e dell’abbandono cominciano a essere fin troppo evidenti. Vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia ovunque. In questi 24 mesi si sono susseguiti vertici in procura, incontri in prefettura e cambi di sede, fino al trasferimento all’Iti di Pratola. La scuola è ormai chiusa dal 2014, quando la Guardia di finanza appose i sigilli al cantiere per interventi di ristrutturazione non a norma. Per questo lo scorso mese di luglio era stato deciso di trovare una sede alternativa in città. Discorso accantonato, poi, dopo il sisma del 24 agosto, anche se a parole i rappresentanti delle istituzioni restano tutti d’accordo sulla necessità di riportare gli studenti a Sulmona. Ma anche quest’anno i circa 400 studenti degli istituti per geometri e ragionieri sono stati costretti a tornare all’Iti di Pratola, come avviene ormai da quasi due anni. Del resto, la ricerca della sede alternativa è legata ai sigilli che sono ancora posti su una parte dell’edificio e che ne ritardano la riconsegna alle istituzioni, coi soldi pubblici spesi che stanno andando in malora assieme alle pareti che erano state ridipinte di fresco. Tutti interventi che dovranno essere rifatti, come quelli sui pilastri giudicati non a norma.

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