Oratorio di Bominaco, gli affreschi in salvo

30 Maggio 2022

Dopo la caduta del fulmine non ci sarebbero danni. Oggi nuovi sopralluoghi. Alberi, serve la bonifica

BOMINACO. Col fare del giorno – dopo la grande paura di sabato pomeriggio – i primi sopralluoghi effettuati all’Oratorio di San Pellegrino di Bominaco, sul quale è piombato un grosso cedro del Libano abbattuto da un fulmine, hanno dato esiti definiti confortanti.
affreschi in salvo
Non sarebbero emersi, infatti, elementi particolari tali da evidenziare danni strutturali al tempietto noto in ambito internazionale come la “Cappella Sistina d’Abruzzo”. La caduta dell’albero – che il fulmine ha spezzato in vari punti, lanciando schegge di legno a centinaia di metri di distanza – ha provocato il ferimento di un turista originario di San Giovanni Teatino, il quale, con la sua comitiva, era andato in visita all’Oratorio di Bominaco (frazione di Caporciano). Ha fatto ricorso alle cure mediche il 76enne F.C., ancora sotto choc per l’accaduto. Si è salvato da conseguenze peggiori in quanto, al momento dell’incidente, si trovava al coperto, sotto al pronao, che lo ha in qualche modo protetto.
lo scrigno d’arte
Le pareti interne della chiesa sono interamente coperte da affreschi che rappresentano una testimonianza importante della pittura medievale abruzzese. Nel 1902 l’Oratorio è stato dichiarato monumento nazionale. Fa parte del complesso monastico della vicina chiesa di Santa Maria Assunta. Un’iscrizione sulla parete di fondo ne fa risalire la costruzione al 1263 da parte dell’abate Teodino. È dedicato a San Pellegrino, martire venerato nella zona, sulla cui tomba venne costruita una chiesa intorno all’VIII secolo. Carlo Magno fornì alla chiesa alcuni terreni e la donò all’Abbazia di Farfa, dalla quale alcuni monaci vennero per fondare una comunità monastica. Nel 1001 la comunità si rese indipendente da Farfa con la donazione da parte del conte Oderisio di notevoli estensioni di terreno. L’oratorio è un piccolo ambiente con un'unica navata senza abside di 18,70 metri di lunghezza per 5,60 metri di larghezza, sormontata da una volta a botte ogivale.
beni culturali
La chiesa è stata transennata ed è pertanto inaccessibile: le visite guidate sono state sospese. I volontari che si occupano della custodia del bene architettonico hanno provveduto a una prima ripulitura dei rami caduti nello schianto. Tuttavia, sarà ora necessaria, come emerso già nell’immediatezza del fatto, una bonifica complessiva di tutte le essenze arboree che insistono nell’area delle due chiese (compresa la sovrastante Santa Maria Assunta, luogo prescelto da tante coppie di sposi) attraverso l’analisi dei tronchi e la potatura. Anche ieri è proseguito il viavai di gente accorsa per vedere cosa fosse accaduto.