Orlando, la vittoria in città è targata Massimo Cialente

5 Aprile 2017

La renziana Pezzopane: «Io sola contro tutti». Ammette la sconfitta all’Aquila «Ma nelle frazioni il risultato si è ribaltato. Ora tutti uniti per il bene del partito»

L’AQUILA. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha fatto il pieno nel capoluogo di regione. La sua affermazione al congresso del Pd, con 119 voti su 178 votanti, sorprende, se confrontata al 63,6% conquistato da Renzi in tutta la provincia. Un risultato che rafforza quello abruzzese, considerato uno dei migliori in Italia. «All’Aquila a mio avviso c’è una tradizione culturale di sinistra più radicata», il commento del sindaco Massimo Cialente, tra i sostenitori di Orlando, «ma sempre capace di dialogare con le altre forze moderate. Prova ne è la coalizione con cui ho amministrato la città, e penso bene, per 10 anni. Quando vogliono prendermi in giro, mi attaccano sull’Ulivo, ma scava, scava, si vede che ho ragione io. È proprio la solidità dei valori in cui credi che riesce a farti confrontare con altre identità e sensibilità. E soprattutto non ritengo che l’affermazione in città di Orlando sia legata alle persone, come ho sentito dire. Come del resto non credo più al “controllo” dei voti: ormai la gente, e anche i compagni, sono liberi».

Si è ritrovata “sola”, nella sua città, la senatrice Stefania Pezzopane, schierata con Renzi: «Orlando è partito da qui con la sua campagna, forte dell’appoggio di dirigenti e esponenti del partito. Cialente, Lolli, Pietrucci, Di Stefano: ognuno ha chiamato i suoi. Io sono rimasta sola soletta, ma ho comunque ricostituito un gruppo e già guardando alle frazioni, come a Paganica, il risultato si è ribaltato. Sono molto soddisfatta di come abbia votato la provincia e l’Abruzzo ha premiato l’intero gruppo dirigente che si è esposto per la mozione Renzi. Ora proseguiamo, con rinnovato vigore, verso le primarie del 30 aprile. Da adesso in poi, si deve aprire una fase nuova, in cui il confronto interno non si trasformi più in rissa e in cui ci siano più ascolto, più condivisione, ma anche chiaro riconoscimento della leadership. Il segnale dai nostri militanti è stato molto chiaro».

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