Orrori e violenze, così 5 amministratrici difendono le donne

14 Ottobre 2020

Rappresentanti dei Comuni della Marsica est dal prefetto: «Più fondi e una cabina di regia per gli allontanamenti»

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Più fondi antiviolenza ai Comuni e una cabina di regia regionale per garantire l’allontanamento delle donne vittime di violenza domestica e favorire il loro reinserimento sociale che veda parte attiva gli amministratori locali. È la proposta al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, delle Donne in rete Marsica. È il movimento fondato nel 2016 da un gruppo di amministratrici elette nei Comuni della Marsica est con lo scopo di creare una rete territoriale contro la violenza e la discriminazione di genere, per sensibilizzare l’opinione pubblica e aiutare concretamente le vittime di violenza domestica e discriminazione sui luoghi di lavoro, offrendo loro un punto di riferimento e una via di fuga. «Le richieste di aiuto sono aumentate durante il lockdown, a contattarci principalmente attraverso i social sono state per lo più donne vittime di violenza psicologica dovuta alla convivenza forzata tra le mura domestiche», spiegano Sara D’Agostino (Collarmele), Maria Di Genova, Erminia Raglione (San Benedetto dei Marsi), Emiliana Longo (Gioia dei Marsi) e Valeria Mancini (Aielli), «per questo Donne in rete si è impegnata per presentare una proposta di integrazione alla legge regionale antiviolenza, la numero 31 del 2016, che abbiamo consegnato nelle mani del prefetto dell’Aquila con preghiera di porla all’attenzione dell’assessore regionale Piero Fioretti».
In particolare, le amministratrici della Valle del Giovenco hanno posto l’accento sulla necessità di incrementare i fondi destinati ai Comuni per la gestione dei casi di violenza domestica soprattutto quando diventa necessario allontanare le vittime, spesso mamme con bambini, e ospitarle nelle cosiddette residenze protette.
Cruciale per Donne in rete è anche la messa a punto di un network antiviolenza su scala regionale con una cabina di regia che preveda il coinvolgimento degli Enti locali spesso percepiti dalle vittime come unico appiglio in caso di necessità.
«Il nostro progetto è aperto a tutti i Comuni d’Abruzzo», concludono le fondatrici di Donne in rete, che hanno già ricevuto contatti dalle province di L’Aquila e Chieti.
Il movimento antiviolenza sostiene e promuove la Casa delle donne nella Marsica e il progetto Codice rosa bianca attivato dalla Croce rossa di Avezzano in collaborazione con l’ospedale.
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