Orsa morta, resterà un mistero? Carrara: poche ossa, test difficili

PESCASSEROLI. Si potrebbero allungare, e di molto, i tempi per le analisi dei resti dell’orso bruno marsicano, specie in via di estinzione, ritrovati dai guardiaparco sui monti di Pescasseroli, in...
PESCASSEROLI. Si potrebbero allungare, e di molto, i tempi per le analisi dei resti dell’orso bruno marsicano, specie in via di estinzione, ritrovati dai guardiaparco sui monti di Pescasseroli, in località Cesarello. Anzi, c’è il rischio di non riuscire ad accertare la causa della morte del plantigrado vista l’esiguità delle ossa recuperate. A confermarlo il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Antonio Carrara, che si augura comunque che i tecnici dell’Istituto zooprofilattico per l’Abruzzo e il Molise riescano a fornire precise indicazioni sulla ragione della morte dell’animale.
«La povertà delle ossa recuperate sembrerebbe compromettere la riuscita delle analisi» commenta Carrara «dal momento che il plantigrado è stato quasi completamente consumato dai predatori ed è stato possibile recuperarne solo poche parti. Mi auguro però che si riesca ad accertare la causa della morte dell’orso, per giunta una femmina, la cui scomparsa è un nuovo duro colpo alla sopravvivenza della specie. Oggi uno dei problemi principali è proprio il fatto che non sempre si riesce a scoprire l'esatta ragione della morte di questi animali. Speriamo che i sanitari facciano luce sull’episodio».
Dal radiocollare trovato sul posto si è potuto risalire all’identità del plantigrado: si tratta dell’orsa Tranquilla, di 11 anni, che nel 2009 era stata munita dell'apparecchio radio per rilevarne gli spostamenti. Il veterinario del Parco sembra aver escluso una morte traumatica dell’orsa.
Si pensa più ad una morte naturale, verosimilmente avvenuta nello scorso autunno. Gli esami servirebbero soprattutto a capire se il plantigrado possa essere stato colpito da tubercolosi bovina, come nel caso dell’orso morto a Bisegna. (m.lav.)
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