Orsa salvata dal laccio dei bracconieri

Pescasseroli, il filo d’acciaio poteva uccidere l’animale. Decisivo l’intervento del personale del Parco
PESCASSEROLI. La ferita al collo avrebbe potuto causare gravi conseguenze, fino alla morte dell'animale.
Ma fortunatamente il personale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha catturato il giovane plantigrado, salvandogli la vita. Una femmina di orso, di oltre dieci anni e del peso di circa 80 chili, è stata trovata con un cappio al collo a Campoli Appennino, piccolo comune del Frusinate. Un laccio tipicamente usato dai bracconieri, che aveva iniziato a incidere i tessuti sottostanti il manto. L'orsa però è stata liberata dal laccio, curata e rilasciata. Le operazioni di cattura si sono svolte senza alcun problema per l'animale. ll veterinario ha provveduto a pulire e disinfettare la lesione, prima di sottoporre il plantigrado a una terapia generale.
«Questo episodio», commenta Antonio Carrara, presidente del Pnalm, «è di una gravità inaudita. La pratica di apporre lacci per bracconare animali di grossa taglia, è purtroppo ancora molto frequente: l'animale che vi rimane intrappolato muore di solito per soffocamento, per gravi amputazioni o per le estese e profonde ferite. Se da una parte il salvataggio dell' orso ci rende orgogliosi e ci spinge a lavorare ancora con maggiore tenacia per la tutela e la conservazione di questa specie gravemente minacciata, dall'altra non possiamo non denunciare la necessità di azioni più incisive, per prevenire e reprimere la pratica del bracconaggio, che mette continuamente a rischio la sopravvivenza degli orsi».
Il quadro rilevato dal veterinario e il trattamento effettuato hanno permesso l'emissione di una prognosi favorevole, risolvibile in 2-3 settimane. L'animale è stato rilasciato sul posto della cattura, con intensificazione del monitoraggio foto-video per valutare l'evoluzione. La segnalazione di un orso con un cavo d’acciaio al collo era già arrivata lo scorso mese di novembre. A filmarlo erano stati i rappresentanti dell’associazione "Salviamo l’orso" durante un monitoraggio sulla presenza dei plantigradi nelle aree esterne al Parco nazionale. Pochi giorni fa è arrivata la segnalazione che l’orsa frequentava uno dei siti scelti per bloccarla. Così la squadra di cattura dell'Ente, dopo sei giorni di intenso lavoro, è riuscita a portare a termine l’operazione di salvataggio dell'animale. È stata informata la procura di Cassino.
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