Orsetti in pericolo, denuncia del Codacons

Presentato un esposto in Procura per il caso dei bocconi avvelenati nell’area dei cuccioli di Amarena
PESCINA. Un esposto sul caso dei bocconi avvelenati a Pescina, che hanno portato alla morte di due cani e che rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza dei cuccioli dell’orsa Amarena. A denunciare il fatto alla Procura di Avezzano è stata l’Assofido-Codacons. «La preoccupazione per la salute dei due cuccioli deriva dal ritrovamento di alcuni bocconi avvelenati nelle zone frequentate dai due animali, nell’area di Pescina: bocconi che hanno portato alla morte di due cani», spiega l’associazione. «Dopo l’uccisione dell’orsa Amarena», prosegue, «sarebbe grave assistere a un secondo fatto di sangue nei confronti di animali giovani, ma già così intelligenti e integrati nel territorio: servono quindi azioni concrete e immediate per evitare un esito che sarebbe disastroso per i diritti degli animali e per tutti coloro che li tutelano». Dai sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi dai carabinieri forestali di Lecce nei Marsi e Pescasseroli, non sono state ritrovate esche avvelenate ma i primi accertamenti sulle carcasse dei due cani morti non lascerebbero dubbi a riguardo. L’area interessata si trova nel territorio comunale di Pescina (in località Madonna del Carmine), a pochi chilometri dal confine con il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di una zona spesso frequentata dai due orsetti, che continuano a essere monitorati a distanza da guardiaparco e forestali dopo l’uccisione di Amarena dello scorso primo settembre. Per la conferma, comunque, si attende l’esito degli esami da parte dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, che sta analizzato la carcassa di uno dei due animali nella sede di Avezzano. «Assofido-Codacons», conclude l’associazione, «chiede alla Procura di voler utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge e dal rito allo scopo di predisporre tutti i controlli necessari per accertare quanto sta accadendo e in caso di necessità di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabilità, oltre che, in caso affermativo, di esperire l’azione penale». I carabinieri forestali – con l’ausilio dei cani antiveleno – hanno già bonificato una parte dell’area interessata, compresa tra Madonna del Carmine e la pinetina in cui è posizionato il monumento degli alpini, ma le operazioni devono essere ancora completate e un nuovo sopralluogo è in programma domani. (l.p.)
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