Orsetto trovato morto nel Parco nazionale

27 Giugno 2019

Pescasseroli, recuperati pochi resti per le analisi: si tratta di uno degli ultimi nati. Avviate indagini

PESCASSEROLI. Resti di un cucciolo di orso ritrovati nel Parco. Una misteriosa scoperta che affonda un altro duro colpo alla fauna della regione, visto l’esiguo numero di esemplari. Secondo i vertici del Parco nazionale d’Abruzzo si tratta di uno dei nuovi nati. Per capire le cause della morte sarà necessario attendere l’esito delle analisi già disposte. Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un normale servizio di controllo del personale di sorveglianza del Parco. Ieri mattina sono stati rinvenuti, in località “Colli Bassi” di Pescasseroli, i resti dell’orso, essenzialmente peli e alcune costole. Si tratta, con ogni probabilità, di un cucciolo nato da poco tempo e subito morto. Dai pochissimi resti non è stato possibile stabilire le cause di morte. Il materiale biologico rinvenuto è stato consegnato a Ispra e all’Istituto zooprofilattico sperimentale che eseguirà gli esami di competenza. È stata disposta una perlustrazione della zona anche con l’aiuto dell’unità cinofila dei carabinieri forestali, per la ricerca di eventuali ulteriori resti ed elementi utili alle indagini.
«Le cause della morte sono ignote», ha commentato il vice presidente del Parco nazionale d’Abruzzo e attuale presidente facente funzioni, Augusto Barile, «non si riesce ancora a capire perché quest’orso è morto. Da quello che abbiamo potuto vedere, ci sono rimasti sono dei brandelli con un po’ di pelliccia e delle costole attaccate che saranno inviati agli esperti per capire l’età dell’orso e il sesso e per avere qualche informazione in più sulla morte. Probabilmente si tratta di uno dei nuovi nati, perché è molto piccolo, ma saranno i risultati delle analisi a dircelo con certezza». Barile, che è anche legale del Parco nazionale e amministratore del Comune di Lecce nei Marsi, si è detto rammaricato per l’accaduto e ha annunciato fin da subito che verranno intensificati i controlli. «Purtroppo è sempre un dispiacere quando muore un orso», ha continuato Barile, «indipendentemente dall’età, è una sconfitta per l’intera comunità del Parco. L'attenzione da parte dell’Ente rimane alta come sempre, perché il Parco non ha mai abbassato la guardia per la tutela della specie che rappresenta un simbolo dell’intero Abruzzo. Saranno impiegate più risorse per intensificare la salvaguardia, magari anche utilizzando delle nuove tecnologie che possano monitorare delle aree specifiche». L’orso marsicano, simbolo della regione verde d’Europa, rischia l’estinzione: sono rimasti solo 50 esemplari di questa specie che potrebbe scomparire del tutto entro il 2050. L’allarme è stato lanciato proprio nelle scorse settimane. (p.g.)
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