Orsi-uomo: «Convivere è possibile»

Conferma dallo studio della Sapienza: in Abruzzo la tolleranza più alta in Europa
PESCASSEROLI. La convivenza tra uomo e orso bruno marsicano, e la tolleranza dei residenti nell’area del Parco nei confronti del plantigrado, non hanno eguali in Italia e in Europa. Lo conferma una ricerca condotta da dall’Università Sapienza di Roma, in collaborazione con l’istituto spagnolo di studi sociali avanzati e con il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, pubblicata sulla rivista scientifica Journal for Nature Conservation. Lo studio ha analizzato gli elementi che rendono possibile la coesistenza funzionale di uomini e orsi per la realizzazione sostenibile delle necessità di entrambe le parti. La ricerca ha visto 196 intervistati appartenenti a diversi gruppi di stakeholder nei confronti del Parco, come pastori, cacciatori, guardiaparco, albergatori e forestali: «Nel complesso», spiega lo studio, «tutte le parti interessate nutrivano sentimenti positivi e convinzioni sull’esistenza nei confronti degli orsi». Secondo quando emerso, dunque, non c’è alcun conflitto tra la presenza degli orsi marsicani e l’attività dei residenti. Tuttavia, tra le implicazioni pratiche dello studio gli autori sottolineano la necessità di ricorrere a forme di collaborazione, pianificazione e condivisione gestionale più strette con i vari portatori di interesse, al fine di promuovere maggiore coinvolgimento e senso di responsabilità sociale. «Nonostante il Parco abbia una lunga storia alle spalle di interventi per la conservazione dell’orso bruno marsicano», sottolinea Daniela D’Amico, responsabile dell’ufficio Promozione e comunicazione del Parco e coautrice dello studio, «quello che ci interessava in modo particolare era capire come migliorare ulteriormente le condizioni di coesistenza tra uomo e orso, alla luce dei cambiamenti sociali ed economici in atto e tenendo conto dei diversi punti di vista delle persone che condividono quotidianamente il territorio con l’orso». (l.p.)
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