Orso ucciso a fucilate, nuovo processo

Si terrà il 29 ottobre in Corte d’Appello, l’imputato è un 66enne di Pettorano sul Gizio. Il fatto 5 anni fa
PETTORANO SUL GIZIO. Si torna in aula per il processo per l’orso ucciso a fucilate a Pettorano sul Gizio nel settembre del 2014 mentre si allontanava da un pollaio. Il prossimo 29 ottobre è in calendario la prima udienza in Corte d’Appello all’Aquila che vedrà Antonio Centofanti, il 66enne di Pettorano assolto nel processo di primo grado, tornare a sedersi davanti ai giudici per un nuovo giudizio.
«La decisione della Procura generale che aveva accolto la richiesta delle associazioni nel maggio dello scorso anno», afferma Stefano Orlandini, presidente dell’associazione “Salviamo l’Orso”, «aveva confermato che i nostri dubbi nei confronti della sentenza, rinforzati dalla lettura delle motivazioni, erano decisamente fondati. Dal processo prossimo venturo non ci aspettiamo nient’altro che una giusta condanna dell’imputato, non mesi di galera, ma solo l’applicazione della legge che vieta l’uccisione di un animale protetto da leggi nazionali ed europee. Che sia una multa, il ritiro definitivo del porto d’arma da caccia o un giorno di reclusione con la condizionale non ci importa. Ciò che ci preme è che il procedimento si conclusa con una condanna».
Era il settembre del 2014, quando l’orso fu colpito da una scarica di pallettoni, esplosi da Centofanti reo confesso, mentre si allontanava dal pollaio in cui era entrato. L’orso fu ritrovato morto qualche giorno dopo, lungo la strada ciclabile che da Ponte D’Arce porta ai Mulini di Pettorano sul Gizio.
«A distanza di piu di 5 anni dall’uccisione di quel giovane orso, a Pettorano grazie all’opera dell’amministrazione comunale, della Riserva del Monte Genzana- Alto Gizio, e di Salviamo l’Orso l’atmosfera è profondamente cambiata», concludono i responsabili dell’associazione.«E la convivenza con l’orso oggi è resa più facile e possibile da un’incessante opera di prevenzione dei conflitti attraverso l’educazione, l’informazione sulle buone pratiche e l’installazione di recinti e porte anti intrusione nei pollai e negli orti dei pettoranesi. Siamo da una parte felici e dall’altra orgogliosi per aver contribuito a questo risultato....alla creazione di una vera “Bear smart community” la prima di altre che stiamo promuovendo nei territori dell’Abruzzo e del Molise».
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