Ospedale declassato, scatta la mobilitazione

16 Maggio 2021

Tagliacozzo, il Pd annuncia battaglia contro il piano regionale. L’Uncem: situazione inaccettabile

TAGLIACOZZO. Reparti dell’Umberto I declassati e ospedale trasformato in presidio territoriale, forse a causa di una svista. È questa la situazione denunciata da più parti dopo la diffusione della bozza del nuovo piano della rete ospedaliera. Cresce quindi la mobilitazione contro i tagli e le prese di posizione si moltiplicano. Una dura accusa arriva dal presidente dell’Uncem Abruzzo e sindaco di Sante Marie Lorenzo Berardinetti, secondo cui si sta cercando di «privare l’ospedale di dignità», mentre il segretario del Pd cittadino, Giovanni Rubeo, esprime «totale avversione» al nuovo assetto sanitario. «Nella bozza della nuova rete ospedaliera dei posti letto di riabilitazione di Tagliacozzo», denuncia Berardinetti, «si fa riferimento a una Unità operativa semplice dipartimentale di riabilitazione cardiologica mentre finora è stata Unità operativa complessa. Inoltre, i posti letto vengono inseriti all’interno del presidio territoriale di assistenza (Pta), dimenticando completamente che si tratta di un ospedale. Quindi non si comprende come si possano mettere dei posti letto con ricoveri e dimissioni in una struttura territoriale. Io credo che l’ospedale di Tagliacozzo», continua il presidente dell'Unione nazionale dei comuni, «debba avere in questa rete una sua dignità, anche per uscire definitivamente dall’equivoco Pta, ed essere rappresentato come un presidio ospedaliero riabilitativo. Da non dimenticare l’apporto fornito in questi mesi da Tagliacozzo nella gestione dei pazienti Covid. Altro aspetto da tenere in considerazione», conclude Berardinetti, «è il risparmio economico che c’è stato per Asl e Regione poiché grazie a Tagliacozzo non è stato necessario attivare i posti letto Covid nella casa di cura L’Immacolata di Celano».
«La struttura di Tagliacozzo», afferma invece il segretario del Pd Rubeo, «viene menzionata solo come Pta pur essendo un vero ospedale. Mentre in tutta Italia si sta rafforzando la medicina territoriale, in Abruzzo si seguono altre strade. Ci auguriamo che queste ipotesi siano infondate. Diamo mandato ai nostri responsabili politici, a livello regionale e provinciale, di verificare il piano ospedaliero e ci riserviamo di intraprendere iniziative contro un eventuale ridimensionamento». (p.g.)
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