Ospedale di Tagliacozzo, parte l’appello

Alcuni reparti potrebbero finire ad Avezzano. Tabacco: «La Asl eviti il ridimensionamento, questo è un presidio importante»
TAGLIACOZZO . Dopo l'allarme per il rischio chiusura dei reparti all'ospedale di Tagliacozzo lanciato dal comitato per la difesa delle dei piccoli presidi territoriali, ora arriva anche la diffida alla Asl da mettere in atto qualsiasi provvedimento di ridimensionamento.
Il piano sanitario della Regione Abruzzo, attualmente bloccato a Roma e al vaglio del Ministero, prevede il trasferimento dei reparti di Cardiologia e di Riabilitazione all'ospedale di Avezzano non appena saranno disponibili spazi adeguati per accogliere le due unità operative.
La conseguenza sarebbe la trasformazione del Umberto I di Tagliacozzo esclusivamente in una struttura di comunità. Si teme inoltre che una situazione del genere possa portare conseguentemente anche al taglio del servizio h24 del pronto soccorso. «Abbiamo chiesto al direttore generale della Asl di Avezzano Sulmona L'Aquila, Ferdinando Romano», ha sottolineato il presidente del comitato, Rita Tabacco, «di evitare ogni ridimensionamento sia del punto di primo intervento, sia di servizi riguardanti l'ospedale». Secondo il comitato, l'attuale piano, così come concepito dall'assessorato alla Sanità della regione Abruzzo, «non può garantire in alcun modo sicurezza sanitaria notte e giorno ai pazienti e all'intera popolazione di Tagliacozzo e della Marsica occidentale». Secondo il comitato di difesa dell'ospedale, inoltre, la struttura è il riferimento sanitario anche dei Comuni limitrofi, i cui abitanti, circa 40mila, costituiscono il bacino sanitario e l'utenza sanitaria dell'Umberto I.

