Ospedale, la storia infinita Altri ritardi per i lavori

Per la Asl si doveva aprire a settembre, ma del cantiere non c’è alcuna traccia Continua la mobilitazione per scongiurare la chiusura del Punto nascite
SULMONA. È scaduto ieri alle 13 il bando di gara per la direzione lavori, coordinamento sicurezza e contabilità durante gli interventi di adeguamento sismico dell’ala nuova dell’Annunziata. Lavori che sarebbero dovuti partire alla fine del settembre scorso, ma che sono ancora alla fase dei bandi. La gara sarà affidata al miglior offerente su una base d’asta di 173mila e 186 euro, con ribassi non superiori al 40%. Questo quanto riportato sui documenti della Asl. Peccato che gli interventi, programmati diverso tempo fa, tardano a partire. Sia quelli sull’ala nuova, che quelli sulle strutture modulari che dovrebbero costituire l’ospedale nuovo. Nell’ultimo cronoprogramma, snocciolato il 4 luglio dal manager della Asl, Giancarlo Silveri, i lavori sarebbero dovuti partire il mese scorso, per terminare entro la fine del 2015, dopo l’affidamento ad un consorzio di imprese che fa capo alla ditta Condotte di Roma. Affidati da tempo alla Di Vincenzo di Chieti anche gli interventi di consolidamento sismico dell’ala nuova, che dovevano partire entro questo mese per finire entro 240 giorni (8 mesi). La procedura aperta sugli “interventi urgenti per l'adeguamento sismico” della parte più recente dell’Annunziata prevede il recupero dell’ala nuova, con iniezioni di cemento armato e altri metodi per adeguarla alla più recenti normative di sicurezza anti sismica in fatto di edifici pubblici; ma anche l’adeguamento delle sale operatorie, dal punto di vista funzionale.
Il 16 luglio sarebbero dovuti partire anche i lavori sulle due nuove sale operatorie, che entro il 2015 dovrebbero costituire anche un nuovo blocco parto con reparto neonatale. Sempre se il punto nascite non venga chiuso prima dalle norme nazionali che fissano in 500 il numero minimo dei parti annui.
Per scongiurare la chiusura i consiglieri regionali di Forza Italia hanno presentato una risoluzione che sarà discussa oggi all'Emiciclo sui reparti a rischio di Sulmona, Atri, Ortona e Penne. «Il punto nascita di Sulmona» rimarcano i consiglieri «è indicato nella programmazione tra quelli da mantenere attivi con deroga ai 500 parti ogni anno per fattori strettamente orografici del territorio legati alla necessità di garantire adeguati tempi di percorrenza».
Federica Pantano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

