Ospedale, no al trasferimento dei reparti

1 Aprile 2020

La deputata Pd Pezzopane: «La città dell’Aquila non sia penalizzata dalla riorganizzazione»

L’AQUILA. Trasformare il San Salvatore nell’ospedale Covid di riferimento per tutta la regione, spostando fuori città almeno un paio di reparti per fare posto ai nuovi malati di Coronavirus: Medicina riabilitativa e Lungodegenza. Sarebbe stato questo il piano nel “cassetto” dell’Unità di crisi dell’ospedale che si è riunita lunedì scorso, un piano mai esplicitato ma oggetto di critiche. Intanto, ieri per il terzo giorno consecutivo, non si sono registrati contagi in città. Deceduta una suora nell’ospedale G8.
SPOSTAMENTO REPARTI. A denunciare la situazione la deputata del Pd, Stefania Pezzopane: «Secondo autorevoli indiscrezioni sarebbe stato deciso di spostare a tempo indefinito nel giro di tre giorni interi reparti (Medicina riabilitativa e Lungodegenza) in altri presìdi ospedalieri della provincia». Un’iniziativa che la deputata definisce «assurda», soprattutto alla luce delle operazioni portate a termine nei giorni scorsi (riduzioni di reparti e finanziamenti per il Delta 7) finalizzate alla realizzazione di circa 250 posti tutti dedicati al Covid. «Posti ne sono stati fatti tanti e anche se dovessero aumentare i fabbisogni di altri territori, non si possono togliere o ridimensionare i reparti storici dell’ospedale aquilano», continua Pezzopane. «A che pro? I pazienti aquilani invece di restare a casa (come tutti raccomandano) dove devono andare a curarsi? Una vergogna. Spero che immediatamente queste voci vengano smentite e ci venga detto cosa si intende davvero fare. C’è bisogno di una discussione vera». Anche per questo motivo, ieri, la conferenza dei capigruppo comunale ha deciso di convocare urgentemente i vertici Asl e regionali per avere contezza delle azioni intraprese e da intraprendere.
I NUMERI. Resta fermo a 19 il dato dei contagi registrati dall’inizio dell’emergenza nell’Aquilano (4 ricoverati non in terapia intensiva, uno in terapia intensiva, 12 in isolamento domiciliare, di cui uno in altra Asl, e due guariti). I sette nuovi tamponi positivi di ieri, infatti, per quanto riguarda la Asl 1, fanno tutti riferimento alla Marsica.
MASCHERINE A FOSSA. L’amministrazione comunale di Fossa, con personale dipendente in servizio, inizierà nei prossimi giorni la distribuzione domiciliare di mascherine a tutti i residenti maggiorenni ed effettivamente domiciliati nel Comune e agli esercenti delle attività essenziali.
A renderlo noto è il sindaco Fabrizio Boccabella, che spiega: «È un piccolo gesto, ma può aiutare in questo momento di difficoltà. È opportuno, però, ricordare che il loro utilizzo è consentito solo per uscire di casa per fare la spesa (un componente per famiglia) di beni essenziali, per lavoro e per motivi sanitari urgenti».
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