Ospedale, oggi a rischio tutti i servizi

I medici si astengono dal lavoro, sit-in dei sindacati provinciali. Giorgi (Cisl): poco personale, solo da noi niente concorsi
L’AQUILA. Un giorno nero per la sanità aquilana. Medici in sciopero e sit-in dei sindacati davanti all'ospedale San Salvatore per chiedere più personale e un'adeguata assistenza ai malati.
Ci saranno quindi possibili disservizi e slittamento delle visite mediche programmate, ma saranno comunque garantiti i livelli minimi di assistenza e le emergenze. Il presidio di Cgil, Cisl, Uil, previsto per le 10,30, contro la carenza di personale e «una Regione matrigna, che autorizza concorsi e assunzioni in tutte le Asl, tranne che all'Aquila», sarà sostenuto anche dal Comitato ristretto dei sindaci, che aderirà alla mobilitazione.
SCIOPERO E SIT-IN. Da una parte il personale medico, che incrocerà le braccia sull'onda dello sciopero indetto a livello nazionale. Dall'altra le rivendicazioni di tutto il comparto sanitario, infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e amministrativi. «È possibile che si verifichino dei disservizi, soprattutto per le visite ambulatoriali, che potrebbero subire qualche ritardo o annullamento», spiega Gianfranco Giorgi, coordinatore sanità Fp-Cisl della provincia dell'Aquila, «saranno garantiti i servizi minimi in corsia e le emergenze. Alle 10,30 saremo davanti al San Salvatore per un sit-in».
POCO PERSONALE. Il problema numero uno è la carenza di personale. «I dati e le presenze all'interno delle corsie degli ospedali della provincia dell'Aquila non sono tali da garantire i livelli minimi di assistenza», la denuncia di Giorgi e Michele Tosches, segretario provinciale Fp-Cisl, «nella Asl aquilana mancano 530 unità lavorative, di cui un centinaio medici e buona parte infermieri e personale ausiliario, di comparto e tecnico». In pianta organica sono previste 4.053 unità, ma in servizio attualmente sono 3.800, di cui 350 precari. «Ai 253 posti vacanti si aggiungono altre 277, che dovrebbero essere inglobati in organico per consentire, il riposo obbligatorio di 11 ore, tra un turno di lavoro e l'altro».
ASSISTENZA A RISCHIO. «La protesta è nata dall'esigenza di sanare la gravissima situazione occupazionale», sottolineano Giorgi e Tosches, «che mette a rischio l'erogazione dei servizi e la garanzia dei cosiddetti Lea, i Livelli essenziali di assistenza» I due sindacalisti evidenziano anche le situazionidei pronto soccorso di Avezzano e Castel Di Sangro, «dove la situazione è al limite, come in molti altri reparti».
CONCORSI BLOCCATI. «Sono dieci anni che si attende l’adeguamento del contratto della dirigenza medica: a questo, si aggiungono il mancato sblocco, da parte della Regione, del piano di assunzione 2018 e la riduzione del personale a tempo determinato imposta alla Asl», affermano il segretario provinciale della Uil Fpl, Antonio Ginnetti, e il responsabile provinciale Uil Fpl Medici, Antonello Fabbri.
«Si tratta di un'operazione deleteria per la nostra Asl, già provata dalla mancanza di personale e dal blocco dei concorsi che, invece, vengono normalmente espletati nelle altre Asl abruzzesi».
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