Ospedale rumoroso, Tordera va a processo

L’ex manager Asl nei guai per l’inquinamento acustico nel quartiere, la denuncia partita dai residenti
SULMONA. Fino a qualche anno fa era un luogo dove il silenzio e la quiete r venivano garantiti sia ai pazienti dell’ospedale che ai residenti del quartiere. Con la realizzazione del nuovo ospedale l’intera zona è diventata una delle più rumorose della città. Troppi i rumori provenienti dagli impianti e dai generatore di corrente a servizio dell’ospedale cittadino tanto che le famiglie che abitano nei condomini a ridosso della struttura sanitaria si sono rivolti alla magistratura chiedendo un intervento volto a spingere i vertici della Asl a fare qualcosa per eliminare quel fastidiosissimo rumore. Una vicenda che va avanti ormai da oltre sei anni culminata ora con il rinvio a giudizio dell’ex manager della Asl Rinaldo Tordera: l’accusa è di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Il processo inizierà a febbraio del 2023. Nei giorni scorsi i residenti di viale Mazzini e delle strade vicine alla struttura ospedaliera avevano nuovamente protestato per il forte rumore proveniente dalla centrale di riscaldamento e dal generatore tra l’altro additato dagli abitanti della zona come fonte di possibile inquinamento.
E per verificare la potenziale pericolosità per la salute pubblica, l’avvocato Valentina Di Benedetto, che assiste una delle famiglie che si sono costituite parte civile nel procedimento contro Asl e Tordera, ha chiesto l’accesso agli atti all’Arta per acquisire le risultanze dei rilievi effettuati recentemente a casa di un suo cliente, il quale ha acconsentito al sopralluogo dei tecnici pur di risolvere il problema.
La battaglia dei residenti è iniziata nel lontano 2016. La contestazione per l’allora rappresentante legale dell’azienda Rinaldo Tordera, è quella di non aver impedito che i rumori dell’impianto di termoventilazione delle sale operatorie e del generatore superassero i limiti previsti nella normativa vigente.
«È un problema che va avanti ormai da molti anni», protestano i residenti. «La speranza è che si arrivi a una soluzione definitiva perché è paradossale che un luogo dove dovrebbe regnare il silenzio e dove curano le persone, siano presenti invece problemi di inquinamento acustico e ambientale». (c.l.)
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