Ospedale sotto pressione ricoveri ordinari a rischio

Con l’incidenza di casi Covid in aumento non si esclude una nuova rimodulazione Nell’emergenza di novembre scorso la sospensione degli interventi programmati
L’AQUILA. Con l’incidenza di nuovi casi più che raddoppiata in 10 giorni nella provincia dell’Aquila, aumenta la pressione sull’ospedale San Salvatore e già dai prossimi giorni potrebbero essere decisi provvedimenti straordinari per affrontare la nuova ondata, come la sospensione dei ricoveri programmati. Posti letto e personale potrebbero essere dirottati verso i reparti Covid. È una delle ipotesi che si sta valutando, per concentrare le energie verso la nuova emergenza, dopo quella dei mesi di ottobre e novembre, quando fu fermato il blocco operatorio, con la sospensione degli interventi programmati, e vennero assicurati solo quelli indifferibili, cioè le urgenze.
IL PUNTO. La situazione nel territorio aquilano è in deciso peggioramento: fino a qualche giorno fa la circolazione del virus sembrava localizzata in alcuni comuni del comprensorio, diventati zona rossa, ma ora i nuovi casi crescono anche in città – ieri sono stati 17 secondo il report della Regione – e tra i ricoverati ci sono anche aquilani, come confermato dal primario di Malattie Infettive Alessandro Grimaldi. Il San Salvatore finora ha accolto pazienti dalla costa, ora il trend si è invertito, e gli ingressi riguardano tutta la provincia aquilana.
VACCINI IN FABBRICA. La ex Accord Phoenix, che ha lo stabilimento nel Tecnopolo d’Abruzzo, offre i suoi spazi per le vaccinazioni: «Le strutture di Aura», si legge in una nota, «sono a disposizione della comunità per erogare, nel proprio stabilimento dell’Aquila, i vaccini ai propri dipendenti e, qualora le autorità istituzionali e sanitarie competenti lo ritenessero opportuno, alle persone che ne necessitano». L’azienda del Tecnopolo che opera nel settore dello smaltimento di rifiuti elettronici, fa riferimento al nuovo piano vaccini che prevede la possibilità di coinvolgere le fabbriche nella campagna di vaccinazione, discusso ieri dalla Conferenza unificata governo-Regioni-Comuni-Province, alla presenza dei ministri Gelmini e Speranza. «Aura è dotata di protocollo Covid di alto profilo e, già dall’inizio della pandemia, ha effettuato, ogni 7-14 giorni, tamponi Covid (rapidi, sierologici e molecolari) a tutti i dipendenti, al fine di garantirne la salute individuale e la continuità operativa dell’azienda: un connubio vincente di attenzione alla salute e di tutela del diritto al lavoro». Il management (Alvarez & Marsal) e l’azionista (Orchard), coerentemente con il senso etico e la concretezza che ha sempre contraddistinto l’azione di rilancio di Aura», conclude l’azienda «intendono essere al fianco della Regione Abruzzo e ai suoi vertici nel processo di vaccinazione Covid in corso».
SANTANGELO. «Ho inoltrato una richiesta all’assessore Verì, affinché accolga la mia richiesta di inserimento tra le categorie da vaccinare in maniera prioritaria, le commesse, i commessi e gli addetti ai supermercati». Lo rende noto il vice presidente vicario del consiglio regionale Roberto Santangelo. «La richiesta nasce dalla consapevolezza che i lavoratori in questione sono una categoria poco rappresentata a livello mediatico e istituzionale, ma che nel contesto della pandemia sono stati e sono costantemente, in maniera silenziosa e con notevole spirito di abnegazione, a servizio dei cittadini per garantire la continuità dei servizi essenziali che non possono essere interrotti».
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