Ospedale, taglio del nastro con protesta

Consegna delle chiavi del nuovo presidio, ma comitati critici per la chiusura del punto nascita e le carenze di personale
SULMONA. Non si preannuncia il classico taglio del nastro quello di stamattina per l’ospedale nuovo. Diversi, infatti, sono i comitati che si sono organizzati in questi giorni per protestare contro il rischio chiusura del punto nascita, la mancanza di personale e il declassamento a ospedale di base. In prima linea nella protesta pacifica ci saranno i comitati “Mo bast” e quello Pro Punto nascita che occupò l’aula consiliare dopo l’annuncio di chiusura del reparto poi salvato da una deroga della Regione. A loro si aggiungeranno i medici cattolici preoccupati dell’inaugurazione di una struttura nuova, destinata a restare semivuota. Al di là della polemica della vigilia, l’inaugurazione è stata fissata per stamattina alle 11, con l’Asl che restituirà l’Annunziata 2 al territorio. Interverranno alla cerimonia, tra gli altri, il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, il manager Rinaldo Tordera, il sindaco Annamaria Casini e il vescovo Michele Fusco. L’inaugurazione arriva a quattro anni dalla prima pietra dell’11 dicembre del 2014, quando l’ultimazione dei lavori venne annunciata in due anni. Poi, ritardi e lungaggini burocratiche hanno portato il cantiere a concludersi in questi giorni. Almeno, ora, è pronta la nuova struttura di cemento e vetro, con camere verde acido e carta da parati nei corridoi per una maggiore “umanizzazione” degli ambienti. La moderna costruzione da 10.000 metri quadri conterrà 124 posti letto, 48 per ognuno dei tre piani dedicati alla degenza, più il piano terra per pronto soccorso, radiologia e locali tecnici. La fase 2 da altri 10 milioni di euro (per un totale di 20) prevede ulteriori parcheggi, la pista dell’elisoccorso, la centrale tecnologica e la riqualificazione dell’ala nuova. I reparti trasferiti sono tutti, tranne Pediatria e Ostetricia che resteranno nell’ala nuova dell’attuale ospedale. Previsti anche spazi per la nuova Tac (già acquistata e mai entrata in funzione) e, in futuro, per la risonanza magnetica. Il nuovo ospedale in acciaio e vetro, il primo antisismico della Regione, con linee curve che riflettono le montagne circostanti, è stato progettato dall’architetto Fabrizio Rossi Prodi, col pronto soccorso sul secondo ingresso di via Montesanto. Qui i lavori sull’asfalto e sulla segnaletica sono andati avanti fino a ieri. L’ingresso è segnalato da un grosso cartello, simile a quelli autostradali, con divisori che separano i sensi di marcia tra l’uscita e l’ingresso, dove fino a ieri c’erano reti da cantiere e fascette di sicurezza per delimitare i parcheggi, che circondano il perimetro della struttura e che dovrebbero risolvere le carenze di parcheggio.
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