Ospedale, è allarme focolai Manca metà del personale

Di Pangrazio chiede l’intervento dell’Esercito: «Serve una struttura da campo»
AVEZZANO. Il sistema sanitario marsicano è in tilt e sono saltati tutti i protocolli anti-Covid. Tanto che il Comitato ristretto dei sindaci, riunito ieri, «non esclude la possibilità di una zona rossa provinciale». All’ospedale di Avezzano ci sono più di 30 pazienti in attesa di ricovero e la metà del personale è contagiato o in quarantena, il pronto soccorso è diventato “area sporca” e non è più accessibile ai pazienti no-Covid, i tracciamenti sono saltati da giorni tanto che i casi di contagio accertati nella Marsica sono solo una minima parte rispetto al numero reale e anche il sistema dei tamponi è in affanno a causa della carenza di reagenti.
POSTI LETTO. Ci sono 34 persone in attesa di ricovero che hanno riempito gli spazi dell’Osservazione breve, del pronto soccorso e anche della cosiddetta area grigia, riservata a persone in attesa del secondo tampone di verifica della positività. I reparti di malattie infettive, con 18 posti, e quello di medicina, trasformato in Covid, con 10 posti aggiuntivi, sono al completo da giorni. L’Asl ha comunicato che verranno accolti pazienti Covid all’ospedale di Tagliacozzo fino a saturazione dei posti letto disponibili. Dovrebbero essere ospitati nei reparti di Riabilitazione cardiologica, di Neuromotulesi e nell’ospedale di comunità.
PRONTO SOCCORSO. Al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, da ieri mattina, a causa del massiccio afflusso di pazienti positivi al coronavirus, non è stato più possibile rispettare i percorsi dedicati. È stato quindi di fatto trasformato in pronto soccorso solo Covid (inaccessibile ad altri pazienti). Si tratta di una situazione gravissima, tanto che i dirigenti medici sono in attesa di comunicazioni da parte della Asl. «Siamo in attesa di risposte da parte dell’azienda sanitaria», dichiara l’assessore comunale alla Sanità, Maria Teresa Colizza, «in particolar modo per quanto riguarda il reperimento di posti letto per i pazienti che si trovano attualmente appoggiati ancora al pronto soccorso di Avezzano».
CONTAGI TRA IL PERSONALE. La metà del personale dell’ospedale di Avezzano risulta contagiata o in isolamento. Una situazione al limite. Questo contribuisce ad accentuare i problemi legati alla gestione dell’emergenza nei reparti sguarniti di personale. Perché, non va dimenticato, non c’è soltanto la pandemia da fronteggiare.
FOCOLAIO ALL’UMBERTO I. Un cluster è stato registrato anche all’ospedale Umberto I di Tagliacozzo. Dieci pazienti su dieci, che si trovano nel reparto di Riabilitazione cardiologica, risultano positivi. Si aggiungono poi tre infermieri, più due sospetti di positività nel reparto di Riabilitazione neuromotoria. I pazienti non verranno trasferiti e saranno curati nel reparto, che di fatto viene trasformato in area Covid.
OSPEDALE DA CAMPO. «Ci sono troppe carenze strutturali e mancano percorsi sporchi-puliti all’ospedale di Avezzano», afferma il sindaco Gianni Di Pangrazio, «per cui non è pensabile di istituire ulteriori zone di degenza Covid oltre quelle già esistenti e ciò anche al fine di garantire assistenza sanitaria sicura a pazienti affetti da altre patologie, in particolare quelle tempo-dipendenti. La soluzione quindi è quella di realizzare un ospedale esterno, un ospedale da campo». Di Pangrazio fa sapere che sarà interessato l’Esercito.
MISURE PIÙ RESTRITTIVE? Nonostante il governo abbia individuato l’Abruzzo come zona gialla, la provincia dell’Aquila, e in particolar modo la Marsica, potrebbe essere interessata da misure ancor più restrittive (già in vigore in alcuni paesi) visto il massiccio afflusso di pazienti Covid nei presidi ospedalieri di Avezzano e L’Aquila. La proposta potrebbe essere avanzata nel corso di un incontro con tutti i sindaci della Marsica previsto per oggi alle 16 al castello Orsini.
SINDACATI FURIBONDI. La Uil Fpl chiede le dimissioni del manager Roberto Testa. «Siamo di fronte a un disastro per la sanità della provincia aquilana», afferma Gianfranco Giorgi, responsabile provinciale del sindacato, «e questo perché c’è un manager che afferma di aver assunto personale nonostante la realtà sotto gli occhi di tutti dica ben altro. Il Covid ha fatto esplodere una situazione che era già grave di per sé. Il manager ha pensato e sta pensando solo a tagli e pareggio di bilancio. O le cose cambiano subito oppure sarà va rivista la sua permanenza alla guida dell’Asl».
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