Ospedali a due velocità, l’Ateneo contro il progetto della Regione

La rettrice Inverardi e il rettore eletto Alesse: «Così saremo penalizzati, chiediamo il principio di uguaglianza dei territori interni con la costa». De Matteis (FI): il riassetto deve andare di pari passo
L’AQUILA. L’Università dell’Aquila lancia l’allarme ed esprime «perplessità e preoccupazione» in merito a «una possibile difformità di trattamento nell’iter programmatico e istitutivo dei Dea di secondo livello di Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo».
A esprimere tale preoccupazione a nome dell’intero Ateneo aquilano, sono la rettrice, Paola Inverardi, e il rettore eletto Edoardo Alesse (che entrerà nel pieno delle sue funzioni dall’1 di ottobre) e ricordano che «l’Università dell’Aquila è una delle due sedi abruzzesi che eroga formazione medica e sanitaria e collabora in regime convenzionale con la Regione per la gestione della Sanità».
C’è un forte «dissenso», rispetto all’ipotesi formulata, che «penalizzerebbe ulteriormente le aree interne, ancora impegnate a fronteggiare gli eventi catastrofici verificatisi nell’ultimo decennio. L’Ateneo aquilano, che eroga numerosi corsi di studio di area sanitaria, triennale, specialistica e a ciclo unico, come Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Infermieristica, da sempre concorre in termini quantitativi e qualitativi», sostengono Inverardi e Alesse, «alla gestione della sanità abruzzese e ha negli anni investito una quota rilevante di risorse proprie, sia per il reclutamento di nuovi ed eccellenti operatori della sanità, che per la progressione in carriera di professionisti con elevato profilo, già presenti in ruolo. Tutto ciò a vantaggio dell’assistenza nelle aree interne, che gravitano nelle due Asl, la Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila e la Asl 4 Teramo, con le quali l’Università dell’Aquila opera in regime di convenzione. Questo importante impegno economico dell’Ateneo», aggiungono Inverardi e Alesse, «volto a migliorare le performance assistenziali, oltre che quelle di didattica e ricerca, potrebbe essere fortemente penalizzato da scelte della governance regionale non ponderate e non condivise con i principali attori territoriali. Pertanto il vertice dell’Ateneo aquilano, a tutela dei propri interessi istituzionali e di quelli dell’intera area interna, si associa alla richiesta che l’iter istitutivo dei due presìdi di secondo livello di Chieti Pescara e L’Aquila-Teramo avvenga in parallelo e proceda quanto più rapidamente possibile, nel rispetto di un principio di uguaglianza dei territori e delle loro necessità».
In linea di massima lo stesso concetto esprime nel suo intervento anche il capogruppo comunale di Forza Italia, Giorgio De Matteis: «Il riassetto deve andare di pari passo Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo».
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