Ospitalità ai profughi, il paese diviso tra favorevoli e contrari

4 Febbraio 2016

PESCASSEROLI. Spuntano le prime reazioni negative dopo l’arrivo a Pescasseroli di 22 migranti, ospitati in una struttura ricettiva. Cresce infatti in paese la preoccupazione di una parte della...

PESCASSEROLI. Spuntano le prime reazioni negative dopo l’arrivo a Pescasseroli di 22 migranti, ospitati in una struttura ricettiva. Cresce infatti in paese la preoccupazione di una parte della popolazione, che da domenica scorsa convive con una piccola comunità di giovani profughi giunti da Gambia, Senegal e Nigeria. «Non abbiamo alcuna intenzione di contestare l’iniziativa», commentano alcuni cittadini sui social, «ma ci domandiamo cosa faranno questi ragazzi durante la giornata. Ci auguriamo che possano trovare un impegno e fa bene il Comune a chiederne il divieto di andare in giro di notte senza autorizzazione». Il sindaco Anna Nanni ci tiene a fare di Pescasseroli un esempio di solidarietà e di civiltà ma ha chiesto al prefetto Francesco Alecci il rispetto da parte dei profughi di alcune norme, quali soprattutto il divieto di abbandonare la struttura nelle ore notturne. «Se fossero stati 22 ragazzi di colore, calciatori di blasonate società, saremmo stati tutti lì ad accoglierli e ad applaudirli», spiegano altri cittadini, «invece si tratta di poveri profughi che non sono degni di considerazione». I ragazzi sono ospitati in una struttura ricettiva messa a disposizione da una cooperativa che nelle scorse settimane ha dato alla prefettura dell’Aquila il suo assenso ad accogliere i profughi. (m.lav.)

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