Ostacoli all’acquisizione dell’antica rameria

4 Agosto 2021

Tempera, il diritto di prelazione esercitato in ritardo. De Amicis: «I beni devono rimanere pubblici»

L’AQUILA. Sembrava tutto fatto e invece ci sono intoppi nella procedura che dovrebbe portare il Comune dell’Aquila a diventare proprietario della rameria di Tempera. Sembra che il diritto di prelazione che l’amministrazione aveva annunciato qualche mese fa (evitato anche in consiglio comunale) non sia stato esercitato nei tempi previsti dalla legge e sarebbe stato contestato dalla società privata che aveva intenzione di acquistarlo (era stato già stipulato un contratto di vendita) dagli originari proprietari per una cifra di circa 260.000 euro. L’intoppo viene “denunciato” da Alfonso De Amicis di Tempera che in una nota scrive: «Rameria e cartiera devono rimanere nella custodia pubblica. È chiaro che di fronte alle contraddizioni che in questi giorni si palesano, l’amministrazione attiva non può e non deve abdicare alla sua funzione pubblica. Il Comune deve far valere tutti i diritti costituzionali del caso». Insomma, dice De Amicis, il Comune non può arretrare sulla decisione di acquisire la rameria. De Amicis ricorda le battaglie della popolazione locale per tutelare le sorgenti del Vera e il complesso di archeologia industriale. «Le lotte, le mobilitazioni continue alla fine degli anni Settanta e inizi anni degli Ottanta del secolo scorso», scrive De Amicis, «diedero vita alla legge regionale del 15 novembre 1983 a firma di Luciano Fabiani e Franco Cicerone che istituiva il Parco attrezzato. In seguito ebbe grande successo e interesse storico il lavoro di ricerca della Soprintendenza regionale. Il libro “Archeologia industriale nel Parco del Vera” celebrava il quinto anniversario dell’introduzione della stampa in Abruzzo. Si traducevano in pratica i solleciti, di associazioni, partiti politici, comitati locali affinché mulini, cartiera, rameria venissero recuperate e restituite alla collettività di Tempera ma non solo. Nel 1988 la mostra legata al libro fu presentata da Renzo Mancini soprintendente Regionale per i Beni Artistici e Storici. Sollecitò istituzioni pubbliche e i cittadini del luogo verso un ulteriore sforzo per la salvaguardia e valorizzazione di quei manufatti storici che, disse, simboleggiano la memoria e la cultura storica del territorio legato al Gran Sasso d'Italia e alle sue acque. Nel 2003 il consiglio comunale deliberò la trasformazione da Parco attrezzato a Riserva naturale guidata. La proposta fu fatta da Goffredo Palmerini. La Regione, grazie all'interessamento dell’allora presidente degli Usi civici di Tempera, Sergio Iovenitti, accolse favorevolmente l’iniziativa»..Nella delibera di giunta comunale con la quale si esercitava il diritto di prelazione si sottolineava che «la rameria è un immobile del 1400 circa, che non può essere considerato al di fuori della Riserva per l’interesse culturale e il richiamo che, una volta recuperato, avrebbe relativamente alla fruizione della Riserva stessa, in quanto la sua naturale destinazione è quella di polo museale di archeologia industriale. Nelle previsioni del Piano di assetto naturalistico della Riserva, sovraordinato al Piano regolatore, è contemplata l’acquisizione prioritaria di tale edificio al patrimonio del Comune con la realizzazione del Museo della rameria, unico museo che trova facilmente posto all’interno della Riserva».
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