Ostetrica muore dopo l’operazione La Asl avvia un’indagine interna

27 Gennaio 2024

Romana D’Aurora sottoposta a un intervento chirurgico di 10 ore a Sulmona, lunedì l’autopsia all’Aquila Il direttore sanitario dell’ospedale: «Chiariremo le cause». Era molto conosciuta in Valle Peligna

SULMONA. È morta in ospedale, in circostanze da chiarire, tanto che la stessa Asl ha avviato accertamenti. Previsti per lunedì. La vittima è Romana D’Aurora, ostetrica di Pettorano sul Gizio, morta a poche ore da un intervento chirurgico subìto nell’ospedale dell’Annunziata di Sulmona. La donna di 62 anni, operatrice sanitaria del punto nascita del locale presidio ospedaliero, si è spenta a distanza di poche ore dall’operazione intestinale, effettuata dall’equipe del reparto di chirurgia. Un intervento complesso che ha visto impegnati i sanitari per circa dieci ore. Lìostetrica, già operata in passato, lottava contro un male anche se, stando a quanto riferiscono alcuni conoscenti, nell’ultimo periodo aveva accennato segnali di ripresa. Le sue condizioni di salute si sono aggravate la scorsa notte, dopo il passaggio dalla sala operatoria al reparto di degenza.
Il cuore dell’ostetrica non ha retto e la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che ha avviato un’indagine interna, vuole andare fino in fondo sulla vicenda. L’azienda sanitaria ha infatti disposto il riscontro diagnostico e ha ordinato il trasferimento della salma della 62 enne nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Qui si svolgerà l’ispezione cadaverica al fine di stabilire le cause esatte del decesso per escludere una serie di ipotesi e chiarire se la morte ha a che fare con gli strascichi dell’operazione subita o con il quadro clinico della donna. Si tratta di un accertamento in autotutela, che dispone la stessa Asl, per ricostruire tutti i passaggi legati alla gestione della paziente. L’attività non ha, al momento, un carattere penale poichè l’autorità giudiziaria non è stata attivata. Dall’esito del riscontro diagnostico si capirà il da farsi.
«Abbiamo deciso di svolgere questo accertamento per chiarire le cause del decesso. È una decisione interna che è diversa dall'esame peritale che dispone la Procura. Quindi al momento non esiste un fascicolo né si sta indagando per imperizia o per omicidio colposo. Ma noi non potevamo lasciare le cose al caso», spiega Maurizio Masciulli, direttore sanitario facente funzione dell’ospedale di Sulmona. La notizia della morte di D’Aurora ha gettato nello sconforto l’intero ambiente ospedaliero, dove l’ostetrica operava da anni, oltre alla comunità peligna e di Pettorano sul Gizio, dove la donna era molto stimata e conosciuta assieme al marito, Roberto Pipitone, ex dirigente sindacale della Cgil. «Era in sala operatoria quando nacque mia figlia, una gran brava professionista», è il pensiero lasciato sui social da una ex paziente del reparto di ostetricia e ginecologia, ricordando che quello di Romana D’Aurora è stato il primo volto “visto” da centinaia di neonati venuti alla luce nell’ospedale peligno.
«Mi hai tenuto la mano nonostante fosse finito il tuo turno mentre partorivo il mio primo bimbo. Avevi capito che mi sentivo al sicuro solo con te», aggiunge un’altra donna che, recentemente, era stata seguita durante la gravidanza proprio dall’ostetrica scomparsa. «Non è stato un buongiorno oggi. Sempre con il sorriso, mai inopportuna, sempre discreta, con una professionalità d’altri tempi. Mancherai a tutti noi», commenta un’operatrice sanitaria della pediatria sulmonese, collega di D’Aurora.
Anche gli operatori della medicina territoriale non sono rimasti in silenzio. «È una grande perdita. Un forte dolore che ci lascia senza parole», interviene un dermatologo.
Cordoglio arriva anche dalla Cgil: «Abbiamo provveduto a far recapitare un fiore a nome di tutti noi del sindacato. Un profondo dolore che ci tocca da vicino».
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