Otto milioni di bottiglie sotto sequestro

Il tribunale respinge il ricorso di Colella e conferma il provvedimento. Il Comune di Canistro: «Ora la Regione può venderle»
CANISTRO. Restano sotto sequestro gli otto milioni di bottiglie di acqua minerale confiscate alla società Sorgente Santa Croce, a Canistro, dal servizio risorse del territorio della Regione.
Lo ha deciso il tribunale di Avezzano, che ha respinto il ricorso presentato dalla Santa Croce, la società dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che chiedeva il dissequestro delle bottiglie. A renderlo noto sono gli avvocati del Comune di Canistro, Salvatore Braghini e Renzo Lancia, il sindaco Angelo Di Paolo e l’assessore Ugo Buffone. La lunga vertenza giudiziaria della Santa Croce, dunque, si arricchisce di un ulteriore capitolo, con l’ordinanza emessa dal collegio composto dal presidente Eugenio Forgillo, Andrea Dell’Orso e Francesco Lupia.
«L’istanza dei legali di Colella», sostengono Di Paolo, Buffone e i rispettivi avvocati, «era stata già rigettata dal giudice Giulia Sorrentino e oggi, con la decisione adottata dal collegio del reclamo, viene definitivamente archiviata».
Il collegio, in linea con la precedente pronuncia del giudice Sorrentino, ha dunque respinto le tesi sostenute della Santa Croce, compresa quella di una presunta proroga amministrativa in favore della Santa Croce. Tale assunto, sostenuto dalla società, fondava su una sentenza del giudice di pace che aveva annullato una sanzione dii 3.333 euro elevata dalla Regione per l’emungimento che sarebbe avvenuto in assenza di titolo concessorio, proprio sul presupposto dell’esistenza di una proroga amministrativa in favore della società.
«A questo punto», sostengono ancora dal Comune di Canistro, «potendosi ritenere che la decisione sulla confisca non contrasti il giudicato dell’ordinanza che ha dichiarato la legittimità del sequestro, la Regione potrà avviare le procedure per la vendita delle bottiglie d’acqua, accelerando i tempi perché si tratta di bene deperibile, nella speranza che le grandi catene di distribuzione si facciano presto avanti per acquistarle e commercializzarle».
«Alla luce della decisione del tribunale di Avezzano», aggiungono Di Paolo, Buffone, e gli avvocati Braghini e Lancia, «che ha dichiarato la legittimità del sequestro e di tutte le decisioni del Tar dell’Aquila, appare chiaro che l’operato della Regione è ben lungi dal configurare quel paventato disegno criminoso inopinatamente sbandierato da Colella. Si è giunti persino a impugnare le lettere e le semplici note scritte dalla Regione e in particolare dal servizio Risorse del territorio e Attività estrattive. È un gioco pericoloso, ma soprattutto ingiusto nei riguardi dei lavoratori, che in un clima di incertezza e di terrore sono quelli che ne pagano maggiormente le conseguenze negative. Come avvocati del Comune di Canistro», precisano i legali, «ci rivolgiamo ai nostri colleghi che assistono il signor Colella, all’avvocatura regionale e agli avvocati della Norda spa (che si è aggiudicata l’appalto per l’imbottigliamento dell’acqua, ndc) affinché si rendano disponibili a un incontro che porti al superamento di tutti i contenziosi esistenti e a trovare una soluzione che porti ad accelerare e non a ritardare l’iter burocratico che, da ultimo, mira alla ripresa dell’imbottigliamento della preziosa acqua minerale di Canistro».
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