Ottomila firme per il parco Sirente-Velino

Il Wwf invita alla mobilitazione contro il progetto di legge regionale che prevede la riperimetrazione
L’AQUILA. Il 23 giugno scorso il Wwf Abruzzo, insieme ad altre associazioni, ha lanciato una raccolta firme «per cercare di salvare», scrivono i promotori dell’iniziativa, «il Parco regionale Sirente-Velino dal progetto di legge regionale che prevede la sua riperimetrazione e il taglio di ben 8.000 ettari di territorio. E a tale richiesta di aiuto, a oggi, hanno risposto 8.000 persone (una per ogni ettaro) appartenenti a diverse associazioni ambientaliste territoriali e nazionali, ma anche comuni cittadini che hanno a cuore il futuro dell’Abruzzo interno, e dei piccoli paesi che lo popolano, e hanno firmato online la petizione».
Antonello Santilli (presidente Wwf Abruzzo Montano), Nicoletta Di Francesco (presidente Wwf Chieti-Pescara), Claudio Calisti (presidente Wwf Teramo), Fabrizia Arduini, presidente Zona Frentana e Costa Treatina) fanno sapere che «il disegno di legge, approvato dalla giunta regionale e pubblicato sul sito della Regione, contempla una nuova e caotica cartografia con l’esclusione di territorio soprattutto nella Valle Subequana, ma anche sull’Altopiano delle Rocche. Una riperimetrazione contraria a ogni logica, non solo tecnico-scientifica di continuità e tutela ambientale, ma anche amministrativa e di buonsenso: infatti, se essa andasse in porto, ci si ritroverebbe a percorrere alcuni sentieri con un piede nel Parco e l’altro no. Questa proposta di legge non deve passare. E la discussione che si è aperta attorno a essa deve diventare un’occasione di rilancio dell’azione del parco Sirente-Velino. In effetti la gestione del Parco è stata, a dir poco, vergognosa in questi anni: il suo commissariamento va avanti dal 2015 e già in precedenza vi erano stati periodi di gestione straordinaria; il suo perimetro ha già subìto molteplici revisioni nel 1998, nel 2000 e nel 2011, arrivando a creare un vero e proprio cuneo al suo interno. A ciò si aggiunga il fatto che non è stato ancora approvato il piano del Parco giacente in Regione da tre anni. È arrivata l’ora», sostengono gli ambientalisti, «che la Regione restituisca serenità a questa struttura, favorendo la nomina di un presidente e il ritorno alla gestione ordinaria, affinché esso possa fungere da volàno per l’economia di tutte le aree rurali coinvolte al suo interno che sono da tempo oggetto di abbandono e di disinteresse da parte della politica regionale. Le organizzazioni territoriali del Wwf chiedono a tutti di firmare la petizione».

