«Ovatta nel naso la notte contro la puzza dei liquami»

Esasperate le famiglie che vivono nei Map: non c’è altro modo per dormire Il problema causato dalle tubature rotte di piani sottostanti disabitati
L’AQUILA. «Dormire è diventato impossibile per l’aria irrespirabile. Per farlo l’unico sistema è quello di mettere ovatta o cotone nelle narici in modo da poter attutire l’odore nauseabondo». Ma si tratta di espedienti che possono arrecare giovamento solo per qualche ora.
La protesta per questa condizione davvero unica arriva da alcune famiglie che vivono nei Map di Pianola che da mesi devono convivere con questo problema davvero insolito. E a Pianola, del resto, i problemi non sono mai mancati. In un recente passato alcuni Map sono stati scoperchiati dal vento. Un’altra volta, invece, c’è stato un black out del segnale Tv durato un mese. «Con tutta probabilità», raccontano gli assegnatari, «si sono rotti i tubi delle fognature dei piani di sotto che sono disabitati e i liquami fuoriescono e vanno a depositarsi su un tappeto esterno».
«Tempo addietro», aggiungono, «erano arrivati dei tecnici comunali per portare via mobili e forni da quelle case attualmente disabitate e abbiamo segnalati questi problemi di cui loro, probabilmente, erano a conoscenza ma non è successo niente».
«Non si può vivere», aggiunge una signora, «spargendo deodorante degli ambienti e con le finestre chiuse sempre. Ti viene il mal di desta».
«Mio marito«, aggiunge, «non sta bene e se si affaccia al balcone rischia di ammalarsi ancora di più». Ma va anche segnalato, come è ovvio, che nella zona gravitano persone anziane e bambini che, a maggior ragione, devono essere tutelati.
Viene fatta anche un’altra considerazione. Finora la gente è riuscita a resistere anche per via delle temperature basse ma si chiede come si potrà fare quando, tra pochi giorni, arriverà il caldo e da quelle parti si annideranno insetti di ogni tipo.
Ma ai residenti sembra particolarmente strano il fatto che nonostante le loro rimostranze non sia accaduto nulla da parte delle varie autorità. Ciò anche di fronte al rischio di patologie che gli assegnati possono contrarre in conseguenza di un prolungato permanere in questa situazione.
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