Ovindoli, odissea degli studenti in mezzo alla neve

31 Gennaio 2015

Disavventura per circa venti ragazzi costretti a scendere dal bus: "Siamo tornati a piedi a casa con il timore che ci cadessero addosso i rami"

OVINDOLI. Si spezzano i rami degli alberi per le violente raffiche di vento e gli studenti sono costretti a scendere dal bus e a tornare a casa a piedi. È questa l’odissea vissuta ieri mattina da una ventina di studenti che da Ovindoli raggiungono ogni giorno le scuole di Avezzano. «Come ogni mattina abbiamo aspettato l’autobus in piazza e siamo saliti alle sette e dieci», commenta Elisa Lelli Pierleoni, studentessa che frequenta il Liceo Classico di Avezzano, «nessuno ci aveva allertato che la strada fosse impraticabile e quindi ci siamo comportati come ogni mattina».

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«Superato il cimitero alle porte del paese», continua, «abbiamo visto in mezzo la carreggiata due auto bloccate da dei grossi rami spezzati. Il pullman è andato avanti di qualche altro metro e poi si è fermato. All’improvviso ci siamo accorti che proprio dietro il nostro bus è caduto un albero. A quel punto l’autista si è fermato ed è sceso per accertarsi di cosa stesse accadendo».

«C’era uno spettacolo surreale», insiste la giovane, «il vento soffiava forte e c’era neve ovunque. Abbiamo avuto molta paura. Abbiamo aspettato che risalisse l’autista sul pullman che poteva chiarirci come dovevamo comportarci. Alla fine è arrivato e ci ha detto che non poteva proseguire il tragitto perché il viaggio sarebbe stato troppo pericoloso, visto che i rami continuavano a spezzarsi e che la strada era impraticabile».

«Abbiamo chiamato i vigili urbani», spiega Pierleoni, «ma non è venuto nessuno. Eravamo soli e non c’è rimasto altro che incamminarci e rifare il percorso a piedi. Eravamo terrorizzati dal fatto che qualche ramo potesse spezzarsi e caderci in testa. Abbiamo chiamato anche i vigili del fuoco che ci hanno detto che sarebbero arrivati appena possibile ma che erano già impegnati in molti altri interventi. Fatto sta che alla fine siamo tornati in piazza da soli e solo una volta in paese abbiamo iniziato a vedere le auto dei vigili urbani. Abbiamo poi saputo che la strada è stata chiusa fino a circa le 11». Dopo l’accaduto l’Anas ha intimato prudenza agli automobilisti e ha spiegato che la strada veniva chiusa temporaneamente per via «della nevicata e il forte vento che hanno letteralmente abbattuto rami e tronchi dei grossi abeti che sono finiti sulla strada».

A rispondere alle proteste sollevate soprattutto dai genitori degli studenti che sono stati costretti a tornare a casa a piedi, è il sindaco di Ovindoli, Pino Angelosante. «Ogni mattina a Ovindoli arriva un autobus alle sei e mezza. È un mezzo che parte da Avezzano, sosta in paese e poi continua per L’Aquila», commenta, «il pullman ha transitato regolarmente sulla Statale 696, gestita dall’Anas. È arrivato in perfetto orario e ha continuato la sua corsa in direzione di Rocca di Mezzo».

«Nulla dunque poteva far presagire quello che sarebbe successo», va avanti il sindaco, «i rami si sono spezzati perché carichi di neve e per via delle forti raffiche di vento. Il servizio di sgombero neve delle strade ha funzionato senza problemi. Non appena abbiamo visto gli alberi sulla carreggiata abbiamo chiamato l’Arpa e abbiamo fatto annullare le corse».

«Questo non toglie che capisco perfettamente la paura e il disagio degli studenti, a cui voglio esprimere la mia solidarietà», conclude. Un altro episodio di disagio è accaduto ieri pomeriggio quando sulla strada che sale agli impianti da sci è rimasto bloccato un gruppo di donne. Sulla strada sono caduti degli alberi interi e le auto sono rimaste bloccate in entrambe le direzioni. Intanto il presidente della Pro loco, Guido Collacciani fa sapere che le strade di competenza sia del Comune che della Provincia sono percorribili e che i mezzi sgombra neve sono attivati. «La manifestazione "Ovindoli mountain festival" si svolgerà regolarmente nei giorni e nelle ore stabilite dall'organizzazione», spiega, «ricordiamo che è tuttora vigente l'obbligo di munirsi di catene o pneumatici da neve».

Magda Tirabassi

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