Pacentro, danni alle faggete Regione denunciata alla Ue

PACENTRO. Danni alle faggete. Questa la motivazione che ha spinto l’associazione Appennino Ecosistema con sede all’Aquila a inviare una denuncia per violazione del diritto dell’Unione Europea alla...
PACENTRO. Danni alle faggete. Questa la motivazione che ha spinto l’associazione Appennino Ecosistema con sede all’Aquila a inviare una denuncia per violazione del diritto dell’Unione Europea alla Direzione generale ambiente della Commissione Europea, nella quale si contesta alla Regione Abruzzo di avere autorizzato il taglio forestale (con determinazione del 10 settembre scorso) senza la necessaria dichiarazione di incidenza non significativa, nonostante la presenza di un habitat prioritario nel Parco nazionale della Maiella. La Commissione approfondirà ora la questione, esponendo l’Italia alla possibilità dell’apertura dell’ennesima procedura d’infrazione per violazione delle normative europee in campo ambientale. La formalizzazione della denuncia era stata richiesta direttamente dalla Commissione Europea, dopo l’esposto di Appennino Ecosistema del 27 novembre scorso alla Procura di Sulmona, ai carabinieri e al ministero dell’Ambiente sui gravissimi danni riscontrati all’ecosistema forestale in piena Zona B del Parco nazionale della Maiella. Il 3 dicembre scorso il Ministero aveva formalmente chiesto di «riscontrare le osservazioni» di Appennino Ecosistema al Parco e ai carabinieri e il 18 dicembre l’Ente Parco aveva fornito la documentazione richiesta sui lavori connessi a un cantiere forestale di grandi dimensioni per scopi commerciali, in località Fonte Romana-Difesa di Pacentro, con una relazione del proprio Ufficio forestale che confermava i gravi danni al suolo e all’ecosistema di un’ampia area con superficie pari a circa 12 ettari, qualificandoli come «danno permanente all’habitat prioritario». «Il ripetuto transito dei trattori», precisa l’associazione ambientalista, «utilizzati per l’esbosco del legname sul delicato suolo forestale ha prodotto una devastazione senza precedenti in una delle aree più intatte del Parco nazionale. E tutto ciò a pochi passi dalla Provinciale 54 Frentana, sotto gli occhi degli addetti all’Ente Parco e dei carabinieri forestali che hanno il compito di controllare il territorio del Parco». Appennino Ecosistema aveva inviato, il 27 dicembre, un seguito al precedente esposto, nel quale evidenziava che la relazione del Parco, oltre a confermare la violazione delle numerose norme già citate nell’esposto, apriva la possibilità di contestare all’impresa boschiva una più grave violazione, uno dei cosiddetti “delitti ambientali” recentemente introdotti nel codice, che punisce con la reclusione fino a 6 anni e con la multa fino a 100.000 euro. Appennino Ecosistema evidenziava come l’autorizzazione rilasciata dalla Regione all’impresa boschiva fosse da ritenersi palesemente illegittima. (r.rs.)
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