Padovani esce dalla maggioranza

7 Maggio 2015

L’esponente socialista, bocciato alle provinciali, accusa Cialente e il presidente Carlo Benedetti

L’AQUILA. Le elezioni provinciali (di cui non si è accorto nessuno se non i cacciatori professionali di poltrone) hanno scatenato incomprensibili polemiche fra chi urla al tradimento e chi si frega le mani perché si è sistemato per qualche altro annetto. Uno di coloro che si sente tradito è il consigliere comunale Gianni Padovani. Avendo mancato l’elezione si vendica lasciando la maggioranza che sostiene il sindaco Cialente. E naturalmente lancia accuse allo stesso Cialente e all’avvocato Carlo Benedetti, presidente del consiglio comunale: «Sono un uomo di centrosinistra e voglio rimanere fedele ai miei ideali ma visto e considerato che nel Consiglio Comunale di questa città non esiste più una maggioranza, come credo sia evidente a tutti, il sottoscritto dichiara pubblicamente che in futuro si appresterà a votare i provvedimenti solo in base a quelli ritenuti utili per la città» scrive Padovani «al riguardo, caro Sindaco, visto che si diverte sovente a scherzare con lo scrivente in merito alla sua passione e pratica calcistica, mi permetto di lanciarle un oculato monito: nel mondo dello sport, nel mondo del calcio, quando accade che un allenatore non porta a casa il risultato atteso rivelandosi non più in grado di gestire i suoi calciatori, se ne assume la responsabilità! Ad ogni modo, se può essere di consolazione, Cialente non è solo in questo fallimento, poiché c’è chi, laddove sia possibile, è riuscito a fare di peggio!

Mi riferisco al 'suo' Presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, il quale mentre era impegnato a dichiarare la necessità di eleggere un Consigliere Provinciale in rappresentanza del suo Consesso e della cittadinanza aquilana, contemporaneamente mutava con sorprendente rapidità la propria casacca, accingendosi a vestire quella di presidente del Consiglio comunale di Rocca di Mezzo per votarne il relativo sindaco».