Padre e figlio erano originari di Tornimparte
TORNIMPARTE. Nella piccola frazione di Villagrande sono in pochi oggi a ricordare ancora Claudio e Massimiliano Chiarelli, 66 e 29 anni, padre e figlio uccisi in Zimbawe confusi per cacciatori di...
TORNIMPARTE. Nella piccola frazione di Villagrande sono in pochi oggi a ricordare ancora Claudio e Massimiliano Chiarelli, 66 e 29 anni, padre e figlio uccisi in Zimbawe confusi per cacciatori di frodo durante un’operazione antibracconaggio alla quale stavano prendendo parte. I due uomini erano figlio e nipote di Antonio Chiarelli, originario di Villagrande, figlio di un sarto che grazie alla sua attività era riuscito a far studiare i figli, a differenza di molti che nella comunità tornimpartese vivenano di pastorizia e agricoltura per lo più. Antonio, ingegnere, dopo la laurea si era trasferito in Libia, dove era nato Claudio, divenuto cacciatore professionista e guida safari. Mentre Massimiliano era nato in Zimbawe dove il padre si era trasferito successivamente. A Tornimparte è, invece, ancora vivo il ricordo del «piccolo e magrolino Antonio, una persona vivace, intelligente, dinamica», racconta Vincenzo Gianforte, un suo conoscente, «che nonostante la vita lo avesse portato lontano aveva sempre mantenuto il legame con il suo paese di origine fino a che l’età lo aveva consentito. L’ultima volta l’ho visto circa 20 anni fa».
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