Padre violento, la difesa al contrattacco

Parlano i legali sulle dichiarazioni delle due figlie che accusano il genitore di abusi sessuali
AVEZZANO. «Le due ragazze si sono contraddette durante l’incidente probatorio».
Sul caso delle due minorenni, di 14 e 16 anni, che sarebbero state segregate, picchiate, legate al divano e violentate dal padre, intervengono i difensori dei genitori, accusati di diversi reati. Il padre le avrebbe costrette, secondo quanto denunciato dalle ragazze, a subire per mesi abusi sessuali e violenze, mentre la mamma sarebbe stata complice, in alcune occasioni, di maltrattamenti. Gli abusi sessuali, invece, avvenivano mentre lei non c’era. Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, le ragazze, figlie di genitori diversi, venivano prese a schiaffi e calci, oltre a essere torturate anche con strumenti trovati in casa, come cucchiai in legno, manici di scope e mattarelli. Venivano minacciate in modo da rendere la loro convivenza con i genitori dolorosa e intollerabile. Venivano costrette, per l’accusa, a subire rapporti sessuali approfittando dell’assenza della compagna. Il padre, infatti, le legava entrambe a un divano-letto e iniziava ad abusare di loro.
«Consapevoli della delicatezza della vicenda e nel rispetto di tutte le parti coinvolte», sottolineano i difensori, gli avvocati Mario Flammini e Andrea Tinarelli, «riteniamo di non dover entrare nel merito degli episodi contestati dalla pubblica accusa. Però, anche per la tutela dei nostri assistititi, è necessario evidenziare che ad oggi si tratta solo di ipotesi accusatorie, che dovranno necessariamente trovare conferma nelle opportune sedi giudiziarie». Sulla vicenda c’è stato un incidente probatorio per cristallizzare le accuse, in attesa dell’eventuale processo. «Al momento», affermano i due legali, «dobbiamo ribadire come le persone offese siano già state sentite in fase di incidente probatorio, che si è svolto davanti al giudice per le indagini preliminari di Avezzano, Anna Carla Mastelli. Durante la deposizione», sostengono gli avvocati, «le ragazze hanno reso dichiarazioni non univoche, in relazione ad aspetti peculiari e rilevanti della vicenda. Ovviamente ad oggi non possiamo e, soprattutto, non vogliamo esprimere un giudizio riguardo a quale delle due versioni sia quella più attendibile, in quanto tale giudizio sarà necessariamente rimesso alla valutazione del giudice, tenuto conto di ulteriori elementi di prova che saranno forniti anche dalla difesa». Sul caso, il pm titolare dell’inchiesta, Lara Seccacini, ha chiuso le indagini, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
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