«Paga o sfregio tuo figlio» Denunciato l’estorsore

20 Settembre 2017

Aveva minacciato un negoziante con due lettere anonime chiedendo 1.600 euro Donatelli (Confcommercio): «Episodio inquietante, speriamo che sia isolato»

AVEZZANO. I biglietti venivano lasciati sotto la porta dell’attività commerciale in centro: «Paga il pizzo, altrimenti sfregio tuo figlio». Questo il tenore di due messaggi anonimi e minatori recapitati a un imprenditore di Avezzano. L’estorsore ha chiesto il pagamento di 1.600 euro, indicando nel dettaglio i luoghi dove dovevano essere consegnati i soldi. Solo che il commerciante non si è piegato. Tanto da andare dai carabinieri, al comando del capitano Enrico Valeri, per denunciare quanto stava accadendo.
Nel giro di una settimana i militari sono riusciti a individuare l’autore delle minacce. Nei confronti di R.M., 35 anni, avezzanese, è scattata una denuncia. L’imprenditore, in due occasioni, è stato raggiunto da scritti anonimi con i quali il suo estorsore, paventando violenze ai danni del figlio minorenne e ai suoi beni, chiedeva l’immediato pagamento di ingenti somme di denaro. Due quote da 800 euro ciascuna. L’imprenditore, nonostante l’estorsore mostrasse con le sue parole di conoscerlo bene, è stato coraggioso e si è rivolto ai carabinieri facendo scattare una complessa ma rapida attività investigativa che in pochi giorni ha portato all’individuazione del responsabile del reato. L’estorsore, sempre stando alla ricostruzione degli investigatori, aveva pianificato un elaborato piano per farsi recapitare la dazione in alcuni punti ben individuati della città, dove la vittima avrebbe dovuto lasciare il denaro in busta chiusa e dove l’uomo, in un secondo tempo, dopo aver accertato l’assenza di ostacoli, sarebbe andato a prelevare. Così non è stato. Perché agli appuntamenti fissati erano presenti anche gli uomini dell’Arma. I militari, in più occasioni, hanno notato la presenza e gli strani movimenti di R.M..
Il 35enne grazie alle riprese di più telecamere presenti in città è stato individuato anche come il materiale estensore delle gravi minacce.
Una perquisizione nell’abitazione dell’indagato, su disposizione della Procura, ha fornito ulteriori conferme. Nascosti in casa c’erano gli abiti indossati dall’uomo che introduceva la lettera minatoria sotto la porta del negozio e che veniva ripreso dalle telecamere di videosorveglianza.
Secondo i carabinieri, il 35enne ha agito da solo.
Su quanto accaduto interviene il presidente regionale della Confcommercio, l’avezzanese Roberto Donatelli.
«Innanzitutto la nostra solidarietà va al commerciante minacciato», sottolinea Donatelli, «speriamo si tratti di un episodio isolato, anche se resta un fatto inquietante. Un plauso ai carabinieri che hanno identificato il presunto autore del reato. Invito tutti i commercianti a denunciare eventuali tentativi di infiltrazioni criminali». (r.rs.)
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