Pagamenti Tarsu Bollette pazze per centinaia di utenti

Il Comune chiede i soldi anche a chi ha già pagato Di Bastiano (Centro consumatori): «Si faccia chiarezza»
AVEZZANO. Centinaia di bollette pazze in arrivo ai cittadini di Avezzano, ma molti hanno già pagato. Nei giorni scorsi il Comune ha avviato delle verifiche sulla Tares, tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, per assicurarsi che tutti i cittadini siano in regola. La richiesta di pagamento, però, è stata inoltrata anche a molti contribuenti che avevano saldato tutto generando notevoli disservizi. «Avevo sentito da alcuni colleghi che stavano arrivando delle cartelle dal Comune con la richiesta di pagamento degli arretrati», ha raccontato un cittadino, «solo qualche giorno dopo ne ho ricevuta una da 99 euro che faceva riferimento anche alla Tares 2013. Il Comune mi diceva che dovevo pagare 450 euro e invece avevo saldato solo due rate per un totale di 350 euro. Ho chiesto informazioni tramite l’ufficio e mi è stato risposto che se avevo pagato la cartella mi era arrivata per errore, ma in ogni caso dovevo fornire delle prove. Così, cercando a casa tra le vecchie bollette, sono riuscito a ritrovare tutti i pagamenti che ho provveduto a inoltrare ai responsabili del settore».
Il problema negli ultimi giorni sembra essere comune a centinaia di avezzanesi. Ieri mattina, infatti, in tanti hanno raggiunto l’ufficio tributi del Comune per avere chiarimenti in merito.
C’era anche Augusto Di Bastiano, responsabile del Centro giuridico del consumatore, che ha raccolto molte segnalazioni da parte dei contribuenti. «L’Ente che era stato incaricato di riscuotere la Tares per conto del Comune non si è allineato con i conti», ha spiegato Di Bastiano, «di conseguenza alcuni pagamenti effettuati dai cittadini non risultano. La Tares è divisa in tre rate e c’è a chi viene contestata la prima rata, a chi la seconda e così via. I cittadini più attenti, quando arriva la richiesta di pagamento, recuperano i bollettini vecchi e li portano in Comune per testimoniare il saldo; chi però non li ritrova è costretto a sborsare altri soldi. Il problema è che se gli accertamenti risalgono al 2013 dove sono andati a finire i soldi dei contribuenti? Come è possibile che il Comune si sia accorto che c’erano dei soldi in più nelle casse?». Secondo Di Bastiano l’amministrazione comunale o l’Ente che si occupa della riscossione dei tributi bisognerebbe mettere a disposizione dei cittadini un prospetto di tutti i pagamenti effettuati, magari anche online, agevolandone così la consultazione, per evitare inconvenienti di questo tipo.
Eleonora Berardinetti
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