Pagamento Ici, Gesuiti battono Comune

8 Ottobre 2019

Un’ordinanza esclude che i religiosi debbano erogare l’imposta su Palazzo Spaventa in quanto ritenuto edificio di culto

L’AQUILA. I Padri Gesuiti hanno vinto anche in Cassazione una controversia con il Comune dopo la richiesta dell’ente locale sul pagamento dell’Ici in relazione a Palazzo Spaventa, struttura tardo ottocentesca situata lungo via Andrea Bafile. Pagamento dal quale sono esenti gli edifici di culto.
La Cassazione, con ordinanza, ritenendo, quindi, che la controversia non meritasse un ulteriore approfondimento, ha dato ragione ai Gesuiti anche se la somma in ballo era di poco conto. Il Comune era ricorso contro la sentenza della Commissione tributaria regionale che aveva rigettato l’appello principale del Comune contro la sentenza che aveva parzialmente accolto il ricorso dell’ente religioso contro l’avviso di accertamento per l’Ici del 2009. E, inoltre, accolse l’appello incidentale degli stessi Gesuiti per il diritto alla riduzione del 40 per cento per il 2009 sui beni per il quali non vi era esenzione, ovvero edifici non adibiti a culto.
Le motivazioni del Comune non erano peregrine. Tuttavia la Commissione tributaria e ora la Cassazione hanno ritenuto probante la documentazione offerta dai religiosi in ordine alla circostanza che questo immobile (ora in fase di avvio di restauro) fosse destinato alla residenza e alla formazione di sacerdoti e, per l’appunto, a luogo di culto. Il Comune, per sostenere le proprie ragioni, aveva esibito anche un articolo del Centro pubblicato nel 2008 nel quale si parlava della mancanza di sacerdoti nella struttura. Questo non è stato rilevato nemmeno dalla Cassazione, che ha chiuso il caso condannando l’ente alle spese di giudizio. La decisione è stata pubblicata il 10 ottobre dopo la decisione camerale firmata dal giudice Enrico Manzon. I Gesuiti sono stati patrocinati dall’avvocato Giovanni Pasanisi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA