«Paganica a secco di progetti»

L’assessore: senza proposte il sub-ambito con al centro la piazza
L’AQUILA. «Il grido di dolore dell’ingegnere Giustino Dino Iovannitti cerca e trova certamente attenzione e comprensione. Quello che però egli sottace è che sono state attivate per la frazione di Paganica le stesse decisioni e gli stessi criteri adottati per L’Aquila e per le restanti frazioni in una logica di imparzialità e di equidistanza che è il principio cardine di ogni buona amministrazione». Comincia così la replica dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano alle «accuse» sui ritardi nella ricostruzione mosse da Iovannitti.
«Se è vero che i centri storici delle frazioni ancora non vedono partire in modo attivo la ricostruzione – e questo pesa indubbiamente nella quotidianità degli abitanti – è altrettanto vero», continua Di Stefano, «che le motivazioni sono note e che non sono certamente mancate dure critiche da parte del sottoscritto su come venivano gestiti i processi di analisi dei progetti e delle schede parametriche presentati da tempo che, purtroppo ancora oggi, non vengono esaminati dall’Ufficio speciale. Quando l’ingegner Iovannitti evoca gli aggregati edilizi che insistono sulla piazza principale del paese, luogo universalmente noto come collettore di attività e dunque di vita sociale, tralascia di informare che, per questo motivo, già nell’agosto 2011 per Paganica, in ragione della sua consistenza demografica, venne individuato un sub-ambito che aveva al centro la piazza principale e per il quale si potevano presentare i progetti. Quando non ne pervennero, si impedì di fatto a quel primo importantissimo sub-ambito di decollare prima degli altri, di ridare respiro alla frazione e persino di trainare i restanti in un processo virtuoso. Preso atto del fallimento di questo primo tentativo, si passò quindi alla programmazione tramite la definizione dei comparti. La loro creazione è nota: essa prende avvio dal cronoprogramma approvato nel 2012 e prevede per il centro storico di Paganica una spesa complessiva di circa 284 milioni di euro articolata in sei anni (2013/2018), una cifra desunta dalle proposte di intervento redatte dai tecnici progettisti incaricati dai privati e presentate al Comune nel periodo di redazione del Piano di ricostruzione. I criteri utilizzati sono tanto oggettivi quanto riscontrabili, atti a evitare una pericolosa discrezionalità difficilmente spiegabile. Se adesso sorge nuovamente la necessità di ricomprendere la piazza principale di Paganica nel primo sub-comparto, si è certamente disponibili al confronto, già, tra l’altro, in itinere con il consigliere Alì Salem che da subito si è interessato al problema. Questo chiaramente non dovrà alterare la programmazione in termini di speditezza, né far slittare posizioni già acquisite e rese pubbliche. La ricostruzione è nelle mani di tutti, dei Comuni quanto dei tecnici progettisti, così come degli Uffici speciali, delle imprese, dei rappresentanti di consorzio. Nessuno può dirsi escluso da una filiera che deve, pena il fallimento, operare in scienza e coscienza».
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