Palazzo a fuoco durante la festa: intossicati 4 bimbi e due mamme

Si celebrava un matrimonio: 25 le persone intrappolate al terzo piano e fatte uscire dai vigili del fuoco Anche la giovane sposa è finita in ospedale. Sei gli appartamenti dichiarati inagibili, danni ingenti
AVEZZANO. Stavano festeggiando un matrimonio quando le fiamme, ma soprattutto il fumo denso, hanno avvolto la palazzina. Venticinque le persone messe in salvo dai vigili del fuoco, 19 delle quali hanno dovuto fare ricorso alle cure in ospedale. Alla fine sei sono state trattenute per accertamenti, due donne, tre bambini e un neonato di appena sei mesi e mezzo. Alla base del rogo, in un edificio in via XX Settembre ad Avezzano, ci sarebbero cause accidentali e non è escluso che potrebbero essere riconducibili proprio ai festeggiamenti. Le indagini sono affidate ai carabinieri, intervenuti sul posto insieme ad alcune pattuglie del commissariato di Avezzano. I vigili del fuoco presenteranno una relazione sull’accaduto.
IL ROGO
Tutto è avvenuto poco dopo la mezzanotte. In via XX Settembre era in corso, fin dalla sera, una festa nuziale di una comunità marocchina. Festa in corso al terzo piano dell’immobile, ma con un via vai anche sulle scale e all’esterno dell’edificio. Per cause in corso di accertamento, il rogo è divampato da un sottoscala. Il fuoco ha attaccato un corrimano in legno e ben presto il fumo denso e acre si è propagato negli ambienti. Nello stabile ci sono sei appartamenti. Oltre agli inquilini che stavano festeggiando con amici e parenti le nozze, celebrate il giorno prima, nel condominio ci sono anche gli anziani proprietari e un’altra famiglia, oltre a un gommista al pian terreno. I vigili del fuoco hanno impedito che il fuoco arrivasse ai locali dove c’erano gli pneumatici, scongiurando un disastro e danni ancora più ingenti. Gli stessi proprietari si sono prodigati fin dai primi istanti per cercare di limitare i danni.
LA FUGA
Quando gli invitati alla festa hanno cominciato a sentire odore di fumo è scoppiato il panico. La nube irrespirabile aveva già interessato gran parte della rampe delle scale. Le persone che si trovavano in casa non riuscivano a uscire. È stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, ma nel frattempo molte persone hanno cercato di mettersi in salvo su un balcone. C’è stato addirittura chi ha tentato di uscire scendendo da una terrazza. Un uomo, temendo l’avanzare delle fiamme e vista l’impossibilità di uscire fuori dal suo appartamento, è stato preso dal panico e ha deciso di lanciarsi dal balcone. Fortunatamente è caduto sul tetto di un furgone parcheggiato davanti all’immobile, rimanendo così illeso.
I SOCCORSI
Dopo pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco di Avezzano. Una squadra è arrivata anche dall’Aquila. Nell’edificio, stando proprio a quanto riferito dai pompieri nelle ore immediatamente successive al fatto, c’erano ancora venticinque persone, comprese donne, bambini e un neonato di appena sei mesi e mezzo. Non potendo uscire dall’edificio poiché l’unica scala era impraticabile a causa dell’alta temperatura e del fumo denso, le persone si sono ammassate in prossimità delle finestre e dei balconi. Di particolare difficoltà è stato l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno prima areato gli ambienti e poi fatto evacuare le persone dall’unica scala, proteggendole dal calore e dal fumo. Presenti sul posto le ambulanze del servizio sanitario di 118 che per precauzione hanno trasportato 19 persone all’ospedale di Avezzano e in quello dell’Aquila. La maggior parte presentava difficoltà respiratorie. Nessuno di loro però ha perso conoscenza e nessuno ha riportato intossicazioni gravi. Sul posto sono arrivati anche gli agenti del commissariato di Avezzano che hanno collaborato alle operazioni di salvataggio e a circoscrivere la zona, oltre ai carabinieri. Tredici persone sono state subito dimesse, mentre sei, due donne – tra cui la sposa – e i quattro bambini sono stati trattenuti in osservazione.
LE CAUSE
In un primo momento si era ipotizzato un corto circuito proveniente dai cavi di un autoclave. Ipotesi smentita quasi subito perché l’autoclave è stato trovato integro. I sei appartamenti, rimasti senza energia elettrica e gas, sono stati dichiarati inagibili. I proprietari dell’immobile, assistiti dall’avvocato Roberto Verdecchia, si sono subito mobilitati per prestare assistenza e collaborare appieno con vigili del fuoco e forze dell’ordine.
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