Palazzo Ardinghelli potrebbe diventare museo

8 Novembre 2014

L’idea è del sindaco Cialente ieri in visita al cantiere coi vertici dell’Aquila Rugby I lavori, finanziati dalla Russia, rischiano lo stop per i mancati pagamenti alle ditte

L’AQUILA. Con indosso la maglia evento di Palazzo Ardinghelli, il capitano dell’Aquila Rugby Simon Picone, il coach Massimo Di Marco e il presidente Mauro Zaffiri hanno potuto sperimentare l’importanza di comunicare, attraverso il rugby, lo stato della ricostruzione aquilana. Una passeggiata all’interno di Palazzo Ardinghelli, tra i più belli della città, alla vigilia di un’importante sfida. «Speriamo che tutto vada per il meglio», ha auspicato Zaffiri riferendosi al recupero dello storico edificio.

I lavori sono cominciati nel 2013, ma i tempi per la chiusura del cantiere potrebbero allungarsi. Tutto per questioni burocratiche. A dichiararlo sono le stesse imprese che stanno eseguendo i lavori, la Archeores e Meg Costruzioni, per i quali sono previsti 7milioni e mezzo donati dalla Russia. «La Direzione regionale dei Beni culturali non ha provveduto al pagamento di alcun saldo pur essendo stato eseguito oltre la metà dell’intervento», ha detto l’amministratore di Archeores Fausto Dramisino. «Le persone a lavoro sono solo 25 – poche e sicuramente meno di quelle che dovrebbero essere – proprio per questo motivo. Abbiamo sollecitato più volte e in tutte le sedi i pagamenti, ma non abbiamo avuto risposte».

Massimo Di Donato, della Meg Costruzioni, ha poi aggiunto che «le fasi delicate del recupero sono ormai risolte. Ma, in questa situazione, si rischia il blocco. Una cosa inaccettabile».

In occasione della presentazione della maglia evento del progetto “L’Aquila Rinasce”, che verrà indossata dai neroverdi domani contro il Rugby Viadana, i due hanno illustrato al sindaco Massimo Cialente, le difficoltà incontrate. «Datemi tempo fino a martedì, incontrerò Francesco Scoppola, direttore ad interim dei beni culturali», ha detto il sindaco durante la “passeggiata” nel cantiere. «Da bambino sognavo di comprare questo palazzo per i suoi balconi. L’altro guiorno ho parlato con il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, proprio del futuro di questo splendido palazzo e gli ho consegnato anche la maglia evento dell’Aquila Rugby. Stiamo ragionando per un uso ambizioso di questa proprietà del Mibac ed io vorrei trasformarlo in un museo di alta valenza. Trovo ingiusto che i lavori vengano rallentati da problemi burocratici, perché questo provoca danni alle imprese e agli operai. A livello qualitativo sono molto soddisfatto dell’intervento che si sta realizzando in questo palazzo».

Un progetto che prevede rigidi criteri conservativi, come ha spiegato il direttore dei lavori Franco De Vitis. «Il finanziamento della Russia di 7,5 milioni di euro è stato fatto in varie tranche», ha detto De Vitis, «si tratta di un intervento di restauro quindi era inevitabile che uscissero cose inattese. Ora, dopo le opere di consolidamento, ci stiamo concentrando sugli aspetti artistici dell’opera, sugli impianti e sui lavori di finitura finale».

«Ci siamo occupati della facciata principale, delle presenze architettoniche e degli elementi in pietra», ha detto Francesco Lanzetta (Archeores), «il lavoro è principalmente conservativo e ora ci soffermeremo sugli elementi decorativi». La facciata è a buon punto e, tempo permettendo e sbrogliata la questione dei pagamenti, potrebbe anche essere ultimata entro Natale.

Oltre alla donazione russa, (l’impegno era stato assunto durante il G8 che si tenne all’Aquila alcuni mesi dopo il sisma), utile al completamento del secondo lotto, sarà necessario trovare nuove risorse per le opere di finitura.

Intervento, questo, per il quale non è stata ancora stimata dai tecnici la somma necessaria.

Alessia Lombardo

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