Palazzo Ardinghelli, scoperta la facciata

L’AQUILA. In occasione della visita del primo segretario dell’ambasciata della Federazione russa Victor Vlasov, ieri mattina è stata scoperta, almeno in parte, la facciata di Palazzo Ardinghelli....
L’AQUILA. In occasione della visita del primo segretario dell’ambasciata della Federazione russa Victor Vlasov, ieri mattina è stata scoperta, almeno in parte, la facciata di Palazzo Ardinghelli. Proprio la Russia, infatti, ha finanziato i lavori di restauro e consolidamento dell’antico palazzo per un totale di 7,2 milioni di euro. «Siamo molto soddisfatti del lavoro compiuto finora», ha commentato Vlasov. «Ci auguriamo che l’intera opera possa essere conclusa al più presto». All’incontro ha partecipato anche il direttore regionale per i Beni culturali, Francesco Scoppola che si è detto grato al governo russo. «Purtroppo», ha aggiunto, «qui all’Aquila c’è ancora molto da fare». Intanto, si attende l’apertura del cantiere della vicina chiesa di Santa Maria Paganica, i cui lavori non hanno ancora preso il via. Il palazzo, storica dimora della famiglia di origine toscana degli Ardinghelli, il cui capostipite, Andrea, si stabilì all’Aquila nel XVI secolo, fu tra i primi edifici nobiliari a essere realizzato dopo il terremoto del 1703. Venne costruito su progetto redatto subito dopo il terremoto probabilmente dall’architetto romano Francesco Fontana, figlio del più celebre Carlo, sul luogo di un vecchio complesso di impronta rinascimentale. (m.c.)
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