Palazzo Centi, via al recupero

14 Aprile 2015

L’impegno di D’Alfonso: «Chiusura del cantiere nel 2018 e una ristrutturazione di grande qualità»

L’AQUILA. Tredici milioni per il recupero di Palazzo Centi, sede fino al 6 aprile 2009 della giunta regionale, che entro il 2018 tornerà al suo antico splendore. L’annuncio è arrivato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso che ha parlato di un intervento nel quale «non potranno esserci distrazioni».

«Un’opera “bandiera” per L’Aquila», ha aggiunto D’Alfonso sottolineando più volte «che la progettazione e l’esecuzione dei lavori saranno oggetto di una vigilanza scrupolosa». Quattro le condizioni, secondo D’Alfonso, affinché un’opera pubblica possa riuscire al meglio, ovvero la necessità, la qualità dell’intervento, la copertura finanziaria e il consenso dell’utenza. «Condizioni», ha aggiunto il presidente nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il suo vice Giovanni Lolli, il sindaco Massimo Cialente, l’assessore comunale Pietro Di Stefano, il dirigente regionale Vittorio Di Biase e il consigliere del Pd Pierpaolo Pietrucci, «che qui non mancano di certo. Con la ristrutturazione di questo storico edificio del 1700, vogliamo dare un contributo significativo alla rinascita della città affinché torni a essere, anche attraverso il recupero del patrimonio pubblico, bella e splendente». In quanto ai tempi, l’obiettivo di D’Alfonso è quello di chiudere la partita entro 730 giorni dalla scadenza dei termini (aprile 2016) per la progettazione esecutiva, ovvero ad aprile 2018, con il collaudo previsto poi a ottobre. Ma i lavori potrebbero finire anche prima. Ciò in virtù del premio incentivante (l’1 per mille) fissato per la riconsegna anticipata dell’opera. «Ma», ha spiegato D’Alfonso, «abbiamo previsto anche una penalizzazione – sempre nella misura dell’1 per mille – nel caso in cui il cantiere non verrà chiuso nei tempi previsti dal contratto. Saremo dei mastini e abbiamo scelto di andare a gara con un progetto definitivo per non trovarci con il piatto già fatto, per decidere noi cosa fare. Non ci saranno fermi di cantiere ingannevoli. L’intervento dovrà procedere in modo spedito e dovrà essere di grande qualità». Per questo gli operatori che parteciperanno al bando di gara dovranno includere nel gruppo di progettazione, composto da almeno 12 persone, professionisti altamente specializzati.

Sulla tempistica dei lavori ha insistito molto Cialente. «La ricostruzione è l’unico mezzo per assicurare la sopravvivenza della nostra comunità. Per questo, la città deve avere obiettivi precisi. Sulla ricostruzione privata chiederemo giovedì alla sottosegretaria Paola De Micheli di metterci in condizione di far partire i progetti. I soldi ci sono ma manca il personale per far camminare le pratiche. E bisognerà accelerare anche sulla ricostruzione pubblica, per la quale mancano ancora le risorse. «Ad esempio», ha aggiunto Cialente, «per Palazzo Carli e Santa Maria dei Raccomandati non sono stati stanziati i fondi e in fase di stallo è anche il patrimonio Ater. Ci dobbiamo impegnare tutti affinché il 2018 possa essere l’anno in cui mettere la parola fine a questa vita sospesa».

«Pur non avendo poteri specifici sulla ricostruzione», ha detto Lolli a chiusura della conferenza stampa, «come Regione stiamo facendo comunque la nostra parte anche per attività di supporto ai Comuni e agli operatori del cratere».

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