Palazzo Ciavoli-Cortelli riapre i battenti

Stamani la cerimonia per la riconsegna del prestigioso immobile del Quarto di San Pietro
L’AQUILA. Sarà riconsegnato oggi alla città, con una cerimonia alle 11,30 in piazza San Pietro, lo storico palazzo Ciavoli-Cortelli. Un pezzo della storia della città che torna a vivere. Dopo il terremoto l’immobile, che si sviluppa tra via Roma e piazza San Pietro, era ridotto a un cumulo di macerie, tanto che la sua immagine ha fatto il giro del mondo come emblema del disastro. All’interno del palazzo, uno degli edifici di maggior pregio nel centro storico, è possibile rintracciare testimonianze fin dal Medioevo, ma i lavori hanno portato alla luce anche tracce longobarde, nascoste nelle murature.
L’edificio fa parte di un aggregato costituito da due volumi: il primo, con il prospetto principale su via Roma di proprietà dell’Università e il secondo, prospiciente piazza San Pietro, di proprietà dell’architetto Roberto Di Paola, ex direttore regionale dei Beni culturali ed erede della famiglia Ciavoli-Cortelli. Il palazzo copre un arco di tempo praticamente corrispondente a quello della città: la sua storia comincia col Medioevo, ma nel 1500 ha conosciuto un periodo importante come residenza di Marcantonio Colonna, vincitore della battaglia di Lepanto per conto di Carlo V. Nel 1703 il palazzo ha riportato danni significativi, ma è tra quelli che hanno resistito al terremoto, come testimonierebbe il giglio con coda di scorpione che si trova sul capitello delle colonne riportate alla luce dopo i lavori di ristrutturazione, in uno dei cortili interni del palazzo, sul lato di piazza San Pietro. L’intervento di consolidamento strutturale, adeguamento sismico e restauro conservativo, affidato a Italiana Costruzioni, è stato attuato attraverso l’utilizzo di materiali e tecnologie di moderna concezione. Gli interventi sono stati eseguiti mediante la combinazione di iniezioni di calce idraulica e applicazione bilaterale, dove possibile, di rete Frp (fibre a matrice polimerica) e relativa calce idraulica (intonaco armato). Il progetto di restauro è stato finalizzato alla salvaguardia di tutti gli elementi di pregio preesistenti ed eseguito attraverso lo smontaggio, la catalogazione e la staffatura di tutti gli elementi lapidei al fine di garantirne la conservazione, il riutilizzo e la solidarizzazione all’apparato murario portante. La progettazione architettonica e strutturale è stata curata dallo studio Croci e associati e la direzione dei lavori è stata affidata all’architetto Aymen Herzalla. (m.c.)
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