«Palazzo danneggiato, serve più equilibrio»

14 Gennaio 2015

Stefano Frapiccini: i colpevoli vanno giustamente puniti ma si eviti un’enfasi che pare fuori luogo

L’AQUILA. Da Stefano Frapiccini riceviamo e pubblichiamo: «In questi giorni ho osservato con grande perplessità l’enfasi con la quale numerosi organi d’informazione locale hanno trattato l’episodio dell’incendio/danneggiamento del muro di un edificio in centro storico all’Aquila. Il fatto è avvenuto, gli autori sono delinquenti/incoscienti da condannare, però, però, …. Ci sono almeno due cose che vanno dette e smascherate: l’enfasi e la pessima “quantificazione”/valutazione del fatto. Non c’è dubbio che dia maledettamente fastidio a tutti che 2-3-5 “pirla” qualunque sporchino un edificio privato appena riparato con i soldi pubblici, che il fastidio maggiore sia del proprietario che si vede insozzato l’immobile che non riesce ancora ad affittare, che in centro storico disastrato quel poco che si è riparato sia già insozzato dai predetti “pirla”. Sarà per la mancanza di notizie, sarà perché l’edificio appartiene a potenti vip potenti, sarà quel che sarà, ma le foto finora pubblicate e molti commenti/articoli finora pubblicati hanno “ingigantito” la cosa ben oltre la sua reale misura. Le foto a “campo stretto” hanno fatto sembrare lo “affumicamento” della parete alto almeno 3 metri; alcuni articoli hanno parlato di danni per migliaia di euro, addirittura della necessità di sostituire le pietre “affumicate” con altre provenienti dalla stessa cava originale perché irrimediabilmente danneggiate. Questa foto odierna, tratta dal sito www.ilcentro.it che ringrazio, ci restituisce finalmente una verità finora nascosta: Cioè che la “affumicatura” è alta poco più di un metro, che con quattro secchiate d’acqua se ne andrà per almeno metà, che con 100 euro di ripulitura con sabbiatrice e riverniciatura del bianco e del rosa tutto tornerà come prima. Ripeto, i responsabili vanno sanzionati e pure pesantemente – ma che cosa hanno incendiato? La “monnezza” residuata dalla fiera della Befana che nel cuore della notte, a fiera più che smantellata, ancora giaceva per tutte le strade della città? – ma non andrebbe anche deprecato il malvezzo aquilano di non pulire immediatamente il “mercato”, tutti i mercati di questa città, appena terminati e anche prima che gli ultimi mercanti lascino la piazza. Chi si è fatto un giro mattiniero in loco il 6 gennaio, festivo, ha potuto vedere di tutto e di più in termini di spazzatura residuata dalla Fiera, la stessa visione l’avrebbero avuta eventuali turisti in visita, per fortuna che non vengono. Circa l’enfasi, ma anche circa lo “ingigantimento” del fatto e dei suoi effetti, non è che per caso sono dovuti al prestigio dell’immobile? Tanta enfasi non me la ricordo negli anni ’80 quando all’Aquila, nel giro di poco più di un anno, sono state incendiate più di 70 automobili – con un danno che oggi sarebbe di oltre un milione di euro – senza peraltro riuscire a individuare un solo responsabile. Quantitativamente costerà di più ripulire i disegni/graffiti dei portici di San Bernardino che questa “affumicatura” del palazzo, ma l’enfasi in questo caso è stata ben maggiore. Senso della misura ed equilibrio, li stiamo irrimediabilmente perdendo».