Palazzo episcopale, curia e seminario: completati i lavori

15 Dicembre 2020

Nella struttura aprirà anche la casa per sacerdoti anziani  Ora si attende l’avvio del cantiere per il restauro del duomo  

L’AQUILA. Pezzo a pezzo, nella giornata di ieri, è cominciato lo smontaggio della gru che per anni ha coperto uno dei lati della facciata del duomo, nella piazza principale della città. Un castello d’acciaio a cui gli aquilani erano ormai abituati e che è stato il segno distintivo del cantiere più grande della ricostruzione dell’Aquila: quello dell’aggregato Sant’Emidio, concluso in questi giorni.
FINE LAVORI. Si tratta di un aggregato edilizio di circa 15mila metri quadrati, che comprende i palazzi Arduini e De Nardis, il palazzo arcivescovile, la sagrestia, la casa canonica, l’area museo, l’ex seminario, l’episcopio e che abbraccia parte di piazza Duomo. Un’opera del valore di 35 milioni che, pur non comprendendo l’edificio religioso, riguarda tutti gli alloggi privati circostanti di proprietà per la gran parte della Curia arcivescovile e di altri privati. La commessa dell’aggregato 961 è stata affidata dal Consorzio di proprietari “Sant’Emidio” all’associazione temporanea di imprese composta da Costruzioni Iannini (capogruppo), Sac e Dp Restauri. I lavori, conclusi in questi giorni, saranno riconsegnati nei prossimi mesi, dopo gli allacci e i collaudi.
LA CASA PER PRETI ANZIANI. In gran parte, il restauro ha avuto carattere conservativo, ma lo stesso arcivescovo Giuseppe Petrocchi ha voluto la realizzazione di una struttura all’interno del palazzo episcopale che precedentemente non c’era: una casa di riposo per i sacerdoti più anziani. A dire la verità il progetto era già stato elaborato negli anni Settanta, ma mai realizzato. La modifica è stata finanziata a spese della stessa diocesi. Il problema, adesso, resta la vicinanza con la cattedrale, ancora pericolante, che potrebbe impedire il rientro all’interno del complesso.
IL DUOMO. La legge 125/2015, infatti, ha stabilito il passaggio di soggetto attuatore per le chiese dalle diocesi al ministero per i Beni culturali. Il progetto per il complesso è stato approvato lo scorso giugno dalla Soprintendenza per L’Aquila e il cratere. Per i lavori della cattedrale, nel 2016 sono stati stanziati 18 milioni di euro all’interno del Piano strategico turismo e cultura; fondi che coprirebbero solo il primo lotto di lavori e per cui Invitalia affiancherà nella procedura il ministero, data la rilevanza dell’importo. Altri 17 milioni serviranno per ultimare i lavori. Risorse già richieste, ma non ancora finanziate. «Pochi giorni fa abbiamo inviato ai progettisti la richiesta di rimodulare il progetto in due lotti», spiega Stefano D’Amico, segretario regionale ai Beni culturali. «Anziché fare un progetto unico che comprenda sia il coro che la navata, preferiremmo averne uno che riguardi solo il primo lotto e che comprenda coro, transetto sinistro e abside, e un secondo, che si occupi della navata. Avremmo diversamente difficoltà ad appaltare il progetto unitario. Speriamo, in tal modo, di proseguire con più celerità».
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