Palazzo Farinosi-Branconi, altri tre milioni

Dal 66° elenco di contributi post-sisma spunta il finanziamento aggiuntivo per il restauro degli affreschi
L’AQUILA. Sull’albo pretorio del Comune è stato pubblicato il 66° elenco dei buoni contributo per la ricostruzione privata con due allegati. Valore complessivo dell’elenco quasi 7 milioni di euro. Molte le pratiche delle frazioni e qualche consistente rettifica in aumento per aggregati del centro storico. E proprio dalle rettifiche (che sono nell’allegato 1) viene fuori una buona notizia per uno degli edifici più belli e carichi di storia della città, Palazzo Farinosi-Branconi, che si trova a fianco alla chiesa di San Silvestro (di recente restaurata e riaperta al culto). L’edificio è di proprietà della Bper. Dall’allegato 1 risulta che sono stati stanziati altri 3 milioni (oltre ai soldi concessi già da tempo per la ristrutturazione) da utilizzare per il restauro dei cosiddetti apparati decorativi che nel caso di Palazzo Farinosi-Branconi sono, in particolare, i tanti affreschi. Il Palazzo, negli anni Novanta del secolo scorso, fu acquistato e restaurato dall’ex Carispaq (oggi Bper) e dal 2001 al 2003 è stato sede della giunta regionale nel periodo in cui Palazzo Centi fu sottoposto a lavori di ristrutturazione. Il terremoto non ha fatto crollare l’edificio, ma ha provocato danni ingenti tanto che è stata necessaria una massiccia messa in sicurezza. Alcuni affreschi sono stati staccati per essere conservati in attesa del recupero dell’intero stabile. Dopo più di 12 anni il cantiere non è ancora partito. Questo finanziamento aggiuntivo potrebbe essere finalmente la luce in fondo al tunnel. Nel Palazzo ci sono delle splendide sale fra cui la sala di Saul e Davide (che prende il nome dalle storie di Saul e Davide tratte dall’Antico Testamento che ne caratterizzano le pareti), la sala dei Putti (con affreschi che decorano le pareti con splendidi paesaggi) e la sala di San Clemente definita dagli esperti “il capolavoro della pittura sacra all’Aquila e in Abruzzo”.
LA STORIA. L’edificio è una storica residenza dei Branconio, importante famiglia aquilana originaria di Collebrincioni e stabilitasi all’Aquila sin dalla fondazione della città, nel XIII secolo. Il personaggio più eminente della famiglia fu Giovanni Battista Branconio (1473-1522) che a Roma divenne consigliere di Papa Leone X. Fu orafo e amico di Raffaello Sanzio.
ALLEGATO 2. L’allegato 2 (pratiche ancora prive di titolo edilizio per ottenere il quale ci vorranno alcuni mesi ancora) contiene quattro buoni contributo tre dei quali sono per le frazioni. In particolare, oltre un milione è per Poggio Santa Maria, circa 500.000 euro per Camarda, un milione e mezzo per Arischia. Sull’albo pretorio sono stati pubblicati pure altri avvisi tra cui uno si riferisce ad “Accrediti definitivi, integrazioni e rettifiche”, un altro è per la “Comunicazione del contributo massimo concedibile” con la richiesta di presentazione del progetto parte seconda e uno è il “Quarto elenco dei beneficiari del contributo integrativo”, cioè l’aumento del tre per cento in base a un recente decreto dell’Ufficio speciale. (g.p.)
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