Palazzo Ferrante ritorna la culla di arte e cultura

27 Febbraio 2019

CIVITA D’ANTINO. Nuova epopea artistica e culturale per Palazzo Ferrante a Civita d’Antino: l’edificio storico, un tempo cuore pulsante delle attività-socio culturali e politiche del borgo, che...

CIVITA D’ANTINO. Nuova epopea artistica e culturale per Palazzo Ferrante a Civita d’Antino: l’edificio storico, un tempo cuore pulsante delle attività-socio culturali e politiche del borgo, che ospitò anche Re Ferdinando II, per anni in abbandono, sarà riqualificato per rinnovare i fasti del borgo rovetano che, verso la fine dell’Ottocento, diventò la culla creativa di tanti artisti del nord Europa capitanati da Kristian Zahrtmann.
Il Palazzo Ferrante, infatti, è al centro di un progetto di recupero e valorizzazione funzionale del bene, che mira a farlo diventare un elemento di richiamo per artisti a livello internazionale, un incubatore di attività e iniziative didattiche culturali giovanili in collaborazione con Enti pubblici e privati nazionali ed esteri. A dare il via all’ambizioso progetto sono stati i nuovi proprietari del palazzo, Felice Casucci e Manfredo Ferrante, che hanno costituito un Ente del terzo settore, (Associazione Palazzo Ferrante) e sottoscritto un patto di collaborazione col Comune mirato al recupero, alla valorizzazione e alla gestione dell’edificio: l’operazione restauro dello storico palazzo, in accordo con le indicazioni della Soprintendenza che ha imposto un vincolo storico-architettonico dal 2004, aprirà la strada all’ambizioso progetto mirato a realizzare anche aule per seminari, workshop, laboratori creativi e startup culturali, favorita dalla destinazione di una porzione dell’immobile a social housing per giovani artisti del territorio, e residenza per artisti nordici e allievi delle Accademie delle belle arti italiane e straniere.
«Il patto di collaborazione siglato», afferma il sindaco Sara Cicchinelli, «grazie anche ai proprietari di Palazzo Ferrante e al vicesindaco Alessio Tomei rappresenta il primo passo per mettere in campo azioni mirate a riportare lo storico edificio al suo splendore. Il progetto aumenterà l’attrattività di Civita d’Antino e dell’intera Marsica, generando nei fatti una ricaduta in termini di qualità della vita, maggior conoscenza della storia dei luoghi, opportunità di sviluppo per imprese e giovani».
Acquisito il bene e siglato il patto col Comune, l’associazione ha incaricato uno spin-off con l’obiettivo di acquisire risorse, attraverso i fondi strutturali europei, per il restauro e la valorizzazione dell’edificio sotto la regia tecnica dell’architetto Luca Scalvedi. (m.s.)
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