Palazzo Figc aperto dopo tre anni dalla fine dei lavori

Ma resta lo scandalo dell’adiacente campo Federale: sta andando in rovina e non esiste un piano di recupero
L’AQUILA. È passata sotto silenzio, senza cerimonia di inaugurazione, l’apertura del palazzo della Federazione Italiana Gioco Calcio in via Lanciano.
Si tratta di un edificio, progettato diversi anni fa, che, una volta ultimato, è restato a lungo impacchettato con il rischio di diventare meta di vandali e senzatetto. L’apertura, peraltro, era stata annunciata già del 2016, ma si sono dovuti attendere quasi 3 anni prima che ciò avvenisse realmente. La struttura è molto grande ed è solo parzialmente occupata dagli uffici. Vi lavorano gli addetti della Figc del comitato regionale e vi si svolgono le udienze del tribunale della giustizia sportiva.
Nei primi giorni dopo l’attivazione della struttura ci devono essere stati problemi di riscaldamento, visto che sono state utilizzate delle stufe. Una conseguenza forse connessa alla mancata immediata utilizzazione del fabbricato dopo l’ultimazione.
Non si hanno notizie, e finora non ci sono state manifestazioni di interesse da parte di politici, sulla sorti dell’adiacente campo Federale “Nello Mancini”. Si tratta di un rettangolo di gioco storico, visto che fu realizzato oltre mezzo secolo fa, fiore all’occhiello dell’impiantistica sportiva dell’epoca, ma anche nel post-terremoto, visto che venne ristrutturato con fondi privati a quanto pare male utilizzati visto che, come più volte evidenziato, il “Mancini” sta andando in rovina nel silenzio delle istituzioni con crepe e calcinacci, impianti idrici compromessi e terreno sintetico non più utilizzabile. La struttura non è pubblica, ma della stessa Figc che, probabilmente, non intende spendere centinaia di migliaia di euro per ristrutturarlo. Una fine ingloriosa considerando che nove anni fa venne riattivato con un’inaugurazione cui intervennero i vertici di allora del calcio nazionale, quelli del Comune e anche autorità religiose. Presenze giustificate dall’importanza sociale che poteva avere, soprattutto per i giovani, il ripristino di una struttura del genere in un’area terremotata. Presenze giustificate anche dal costo dei lavori per rimetterlo a nuovo, ovvero circa 700mila euro.
Pochi ricordano che a metà anni Sessanta, quel campo ora in disarmo fu calcato addirittura da Silvio Piola, che molti indicano come uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. Venne al Federale in occasione di uno stage con allenatori abruzzesi da lui diretto.
In quell’epoca, su quel terreno di gioco si formarono molti giovani atleti che hanno dato lustro al calcio aquilano. Oltre a essere stato teatro di sfide tra i tanti club amatoriali ora scomparsi.
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