Palazzo Margherita, serve una variante per finire i lavori

6 Maggio 2021

In Commissione il problema della sicurezza della torre civica dopo i distacchi di materiali. Cantiere chiuso entro l’anno

L’AQUILA. È cominciato lunedì scorso e sarà terminato in un paio di settimane il montaggio del ponteggio per gli interventi su Palazzo Margherita che garantirà anche la sicurezza della torre civica e dunque la riapertura dell’area circostante.
Lo hanno garantito, ieri, durante la quinta commissione consiliare del Comune dell’Aquila, presieduta del consigliere Giustino Masciocco, il responsabile unico del procedimento, Mario Di Gregorio e il direttore dei lavori, Marta Fiorelli. L’audizione è stata necessaria in seguito all’interrogazione presentata e illustrata dal consigliere Luciano Bontempo sulla situazione della torre civica (foto in alto a destra) da cui lo scorso 2 febbraio, sono caduti dei calcinacci che hanno comportato la chiusura di tutta l’area, ancora oggi praticamente inaccessibile.
Durante la commissione i tecnici hanno anche riferito della necessità di una variante in corso d’opera e hanno ribadito la chiusura del cantiere entro l’anno.
«Verrà poi eseguito il collaudo che dovrebbe essere ultimato entro 60 giorni, prima di restituire il palazzo al Comune», come ha spiegato Di Gregorio. La variante necessaria per l’ultimazione dei lavori costerà il 27% dell’importo previsto inizialmente (quasi 12 milioni) e sarà coperta dai ribassi d’asta.
«Comprenderà maggiori consolidamenti, la sostituzione della tipologia di impianto (da quello con sonde geotermiche a un impianto più tradizionale) e adeguamenti alla normativa sopravventa per l’impianto elettrico», come ha spiegato l’architetto Roberto Evangelisti, direttore del settore Ricostruzione del Comune dell’Aquila.
La variante «sarà approvata a brevissimo», è stato specificato da Di Gregorio. «Si tratta di interventi necessari perché, nel corso dei lavori, sono sopravvenuti imprevisti come la realizzazione dei sottoservizi, che nel 2015 ha generato interferenze con le opere progettate. C’è stato, inoltre, un susseguirsi di prescrizioni da parte della Soprintendenza, in particolare sui lavori in fondazione, che ha modificato il progetto. Si aggiunge, infine, un’evoluzione dello stato di danneggiamento della torre che ha fatto rivedere la modalità di intervento sulla stessa. Anche in questo caso la Soprintendenza ha prescritto alcune lavorazioni escludendone altre che precedentemente aveva autorizzato. I lavori previsti nella variante sono stati in parte già realizzati attraverso ordini di servizio previsti dalla direzione lavori».
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