Palazzo Pica Alfieri in via Garibaldi restituito alla città

Il restauro post-sisma dell’edificio del ’500 è costato 2,5 milioni L’impresa ha lavorato in collaborazione con l’Università
L’AQUILA. Un restauro accurato e condotto con tecniche innovative per Palazzo Pica Alfieri, su via Garibaldi. Meno famoso del suo omonimo su piazza Santa Margherita (Gesuiti), è tornato al suo antico splendore anche un altro edificio storico della città, sempre di proprietà della famiglia Pica Alfieri.
L’immobile fa parte di un aggregato di grandi dimensioni e i lavori di ristrutturazione e consolidamento post-sisma sono stati completati in tre anni. Un intervento costato 2 milioni e 450 mila euro (9 milioni l’intero aggregato), eseguito dalla ditta di costruzioni Aldo Del Beato & C srl, che per la finitura della facciata si è avvalsa di un’analisi condotta dall’Università dell’Aquila.
«È un lavoro che ci ha entusiasmato», afferma Marco Del Beato, procuratore generale della società, «soprattutto per le tecniche innovative che sono state sperimentate. Il risultato finale ci appaga come azienda e ci ha dato la possibilità di misurare le nostre capacità con una tipologia di intervento molto particolare».
Per effettuare il restauro è stato preso in considerazione un prospetto originale dell’edificio, risalente al 1500, che mostrava una finitura raso-pietra.
«Siamo intervenuti per il consolidamento con tiranti a scomparsa», spiega Del Beato, «e con diatoni, per migliorare la resistenza della muratura. Per quanto riguarda la finitura, grazie a uno studio dell’Università sulla qualità delle parti di raso-pietra ancora presenti, che sono state consolidate con nano-calci, siamo riusciti a conservare il più possibile l’intonaco originale».
Il palazzo è stato riconsegnato a fine agosto: il marchese Fabrizio Pica Alfieri detiene ancora la proprietà della porzione maggiore dell’immobile, che è nato come Palazzo Ratini, per poi passare ai notai aquilani Lolli e infine ai Pica Alfieri.
Al piano terra ospiterà attività commerciali, con due locali già affittati, mentre al piano nobile c’è un elegante appartamento, con affreschi: un dipinto del 1700 che rappresenta Ermes Alato e un altro del 1800 che raffigura le Quattro Stagioni. Sul soffitto dello scalone c’è lo stemma dei Pica Alfieri.
I Pica sono un’importante famiglia patrizia dell'Aquila, con ramificazioni a Milano e Prato. Dal XIX secolo la famiglia è conosciuta anche come Pica-Alfieri e dal 1922 risulta iscritta al Libro d'oro della nobiltà italiana.
Da un palazzo tornato agli antichi splendori, a un altro che è rimasto, invece, come quella notte del 6 aprile 2009: è Casa Antonelli, un edificio del 1400, che affaccia su piazza Fontesecco, in pieno centro storico.
Diatribe di vario genere e ritardi che non si sa a chi attribuire, fanno in modo finora che il palazzo sia in condizioni vergognose. E Casa Antonelli sorge proprio accanto a Palazzo Antonelli che, a sua volta, invece, è stato restituito alla città oltre un anno fa, completamente restaurato dai danni del sisma. Casa Antonelli, invece, è completamente abbandonata.
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