«Palazzo Portoghesi da due anni nel degrado»

SULMONA. Resta nel più totale abbandono palazzo Portoghesi. La storica sede dell’Agenzia di promozione culturale, chiusa da due anni per vulnerabilità sismica, versa nel più totale degrado. Erbacce...
SULMONA. Resta nel più totale abbandono palazzo Portoghesi. La storica sede dell’Agenzia di promozione culturale, chiusa da due anni per vulnerabilità sismica, versa nel più totale degrado. Erbacce fanno da cornice al giardino e le luci restano accese la notte per uno spreco di denaro pubblico poco comprensibile. Da settembre 2017 la sede è stata spostata nei locali al pian terreno dell’Inps, più decentrati rispetto a prima e con spazi molto più sacrificati. A ciò si aggiunga che andranno in pensione altri tre dipendenti entro l’anno, lasciando in servizio solo quattro addetti più il responsabile Donato Silveri. Per questo Rosa Giammarco, già direttore dell’Apc e ora presidente del circolo sulmonese di Italia Nostra, sollecita la Regione a trovare una sede più idonea e a rinforzare il personale. «Il 16 maggio 2017, in poche ore, sono stati cancellati quasi 50 anni di storia, annullate esperienze e professionalità acquisite nelle tante attività bibliotecarie, di studio, di formazione, di ospitalità, organizzazione di eventi culturali e di tante altre attività, di promozione della cultura, della lettura e del libro in ogni fascia di età nel compimento del concetto di educazione permanente dell’individuo», ricorda Giammarco, «interrotti bruscamente rapporti con enti pubblici e privati, scuole di ogni ordine e grado, associazioni, fondazioni, comitati. E’ stata annullata l’attività dell’unico Centro regionale beni culturali competente da più di 20 anni nella catalogazione dei beni culturali abruzzesi in collaborazione con il Mibact, che ha avuto costi non indifferenti in ordine a personale, mezzi, strumenti operativi. Oggi persi nel nulla». La biblioteca, coi suoi 35mila volumi, accoglieva circa 150 utenti al giorno. La struttura è stata inaugurata nel 1984 e progettata negli anni '70 dall’architetto Paolo Portoghesi. La parte che avrebbe riportato maggiori problemi di tenuta statica, secondo le verifiche, è quella dell’anfiteatro, sede di conferenze, convegni e lezioni varie. «Inutile ricordare», dice Giammarco, «che le biblioteche svolgono un ruolo di coesione sociale, territoriale, culturale, sono “luoghi del welfare” che offrono servizi». (f.p.)
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