Palestra incompiuta, il Comune la vende

Pratola Peligna, è tra i beni da alienare. Protestano i consiglieri d’opposizione: disattesi gli impegni
PRATOLA PELIGNA. Chiedono maggiore impegno così, come promesso in campagna elettorale dal sindaco Antonella Di Nino. Si tratta dei consiglieri di opposizione del gruppo “Pratola Insieme” Alessandra Tomassilli e Salvatore Pizzoferrato che intervengono sulla questione dell’ex palestra di contrada Spinelle. Quest’ultima, finita al centro di recenti polemiche per il degrado in cui versa, continua a rappresentare un’occasione sciupata per gli sportivi di Pratola e dei paesi limitrofi in più di qualche caso costretti a condividere la piccola palestra delle scuole medie di via Collella. «Siamo amareggiati», affermano i consiglieri di minoranza, «il sindaco Di Nino, oltre a fare retromarcia rispetto a quello che aveva detto in campagna elettorale, si limita a dare sommarie discordanti informazioni in consiglio comunale». Il riferimento è a quanto promesso in campagna elettorale dalla Di Nino e dai suoi sostenitori circa l’ottimizzazione dell’ex palestra di contrada Spinelle, che ora è invece finita nel documento unico di programmazione perché si vuole mettere in vendita al prezzo di 2 milioni di euro. «L’amministrazione», concludono, «in modo palese disattende gli impegni assunti in campagna elettorale e rinunciato a riqualificare un bene importantissimo». Molto probabilmente la somma incassata dall’eventuale vendita del complesso andrà a finanziare altri interventi di pubblica utilità. Risorse che potrebbero essere impiegate nella realizzazione degli interventi per la viabilità nella zona del nuovo polo scolastico. Il complesso di località Spinelle si estende su una superficie di oltre 4mila metri quadrati di impianti al coperto – con atrio, sala pranzo, servizi, spogliatoi e oltre 400 a sedere – e un’area esterna di 3mila metri quadrati per i parcheggi. (f.c.)
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