Palloncini bianchi e rosa in volo per Sofia

Lucoli, straziante cerimonia all’aperto per l’addio all’alunna della Mazzini scomparsa a soli undici anni
L’AQUILA. La bara bianca coperta di fiori, i palloncini lanciati in volo, la celebrazione all’aperto, con poche sedie, ma trasmessa in diretta su Facebook. Nonostante le regole imposte dall’emergenza coronavirus, l’ultimo saluto a Sofia è diventato un abbraccio corale: così hanno voluto i suoi genitori, per ricambiare il mare di affetto e vicinanza manifestato dall’intera comunità, sgomenta di fronte alla scomparsa di un angelo di soli 11 anni. I funerali di Sofia Marrelli, strappata alla vita da una leucemia fulminante, sono stati celebrati davanti all’abbazia di San Giovanni Battista, nel comune di Lucoli, da don Nicolò Lombardo e don Amedeo Passarello, in un’atmosfera di grande commozione: «Quel banco vuoto sarà il motivo che ci insegnerà ogni giorno a diventare migliori», ha sussurrato con un filo di voce il dirigente scolastico Marcello Masci, in rappresentanza della scuola Mazzini, dove Sofia frequentava la prima media. Il sindaco di Lucoli Valter Chiappini si è scusato per l’emozione: «I fiori che appartengono alla nostra comunità», ha affermato nel suo discorso, «li conosciamo uno ad uno: dare l’addio a un fiore così delicato, reciso prematuramente, è troppo doloroso. I bambini sono costruttori della speranza e quando uno di loro ci lascia perdiamo anche parte della nostra speranza». Stretti in un dolore composto, con lo sguardo rivolto alla bara bianca, la mamma di Sofia, Angela, il papà Cesare, la sorella Carla e il fratello Pietro. Il celebrante ha concluso la cerimonia funebre leggendo la lettera che i compagni di classe e gli insegnanti hanno voluto dedicare alla loro amica dolcissima: «Da oggi, nel nostro petto, batterà per sempre forte anche il tuo cuore».
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